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Geografie emozionali - STOCCOLMA 1/1

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Alba bianca. Neve nei parchi alberati, biciclette rassegnate, neve sulle sartíe delle barche a vela, neve che canta sotto i piedi. Guanti bagnati, naso bagnato.   La casa delle Muse non mostra oggetti, racconta storie, indaga, fa brillare valori. Il Nordiska rivela la convivenza faticosa di queste genti con una natura tanto dura quanto  preziosa,  la volontà di essere Nazione e insieme la fede salda nella libertà individuale. Evoca il fischio basso del vento nella landa  gelata e il gorgoglío del disgelo. Rappresenta l'essenzialità pura con la corteccia di betulla e l'orgia raffinata con la tavola imbandita nella festa borghese. Il Nordiska è la foresta e la città, la determinazione nel lavoro, la lotta silenziosa fra la croce di Cristo e gli spiriti dell'acqua e della caccia. Finalmente mi è chiaro anche il senso del cavallino di legno, simbolo della città presente ovonque, icona della tradizione che incontra l'estetica funzionalista. È...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 31

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Ombre lunghe lunghe, canali azzurri, scheletri neri di alberi, linee nette contro il cielo. Il sole raso che filtra attraverso il colonnato del municipio è il primo regalo di quest'ultimo giorno dell'anno. Lo Stockholms stadshus è una struttura rosso cupo, severa. Eppure custodisce sale dorate e carillon. Sarà una metafora da capire? Boh.  Oggi si va a curiosare fra la bella gente dei quartieri eleganti, lungo le vie vestite a festa. Che ne sarà di queste strade quando si spegneranno le luci? Che ne sarà della città?  Shopping time, o qualcosa di simile, poi  la Östermalms Saluhall. C'è chi la definisce "mercato coperto", con un understatement che nemmeno un maggiordomo inglese: caviale di kalix, bistecche di renna , lamponi carnosi e i più sorprendenti frutti esotici, alzate trabordanti di crostacei come cornucopie, tartufi di Gotland. Cerchiamo con caparbietà una soluzione abbordabile alle nostre tasche, pur di non rinunciare al piacere di consum...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 30

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La notte ha lasciato al suolo qualche centimetro di neve. Saliamo sul 2, un attimo ed è la fine: dell'isola, nell'arcipelago smisurato, della corsa, perfino dell'illusione di aver capito dove siamo. Un capolinea anonimo e deludente. Non c'è un vero viaggio senza errori, senza correre il rischio non c'è scoperta. L'isola è una lama di vento e poi una collina già raggiunta dal sole obliquo. In basso, il quartiere è raccolto attorno a un cimitero grazioso e a una chiesa calda, dove un organo chiama chi ha bisogno di pregare. Amo questi cimiteri svedesi, percorsi dai bimbi che ruzzolano allegramente per terra e da chi si affretta al lavoro, cimiteri senza tabù. Vorrei avere anch'io un "dopo" non nascosto allo scorrere della vita.  Niente indugi, la temperatura non li consente. Attraversiamo di buon passo strade e piazze che forse hanno bisogno solo di un'altra stagione e un'altra ora per essere amate. Cerchiamo frett...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 28-29

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Ieri l'atterraggio non è stato proprio morbido, ma abbiamo avuto il panorama dall'alto dello Stockholms skärgård brinato. Oggi, la prima immersione in  questo Nord è confusa, fatico a grattare oltre la superficie. Si devono imparare le fermate del bus e la topografia cittadina. Si annaspa in suoni nuovi e ostici, la personalità della città resta un'incognita, mentre si cerca il bandolo nei simboli della tradizione e della storia. L'inizio è un po' difficile, nonostante le renne scarruffate e le linci meravigliose, nonostante la favola bella dei costumi tipici e le strabilianti navi, nonostante la colazione a base di filmjölk e salmone e sgombro e cipolle. L'inizio è sempre difficile, nonostante i luoghi e i nomi che credevi di aver conosciuto nei libri; l'anima ti sfugge. Comunque fa freddo quassù: la lana ci vuole, la lana! Innamorata dei giallisti svedesi, so che dovremmo uscire dai percorsi canonici per provare a capirne qual...

Le mie modeste epifanie quotidiane - BUONGIORNO PICCOLINO

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«Buongiorno piccolino, benvenuto ancora. Ti passo a salutare adesso, prima che inizi la giostra degli auguri e dei brindisi e della carta regalo strappata. Hai letto qualche letterina in questo giorni, o nessuno ti scrive più? Scrivono tutti al ciccione rosso della Coca-Cola, vero?» «Dai, fa' la brava che è il mio compleanno: in fondo siamo colleghi, lavora per me.» «Ti voglio bene, davvero. Però lo sai che non mi piace quando cerchi di imbrogliarmi. Non lavora per te. Lavora per l'Iperal, per Amazon, per il Pil, per tanti ma non per te.» «Non cambi mai, mi fai stancare perfino oggi. Va bene, hai quasi ragione. Non lavora proprio per me. Neppure il centro commerciale, l'estetista, il bar ... nessuno di loro lavora davvero per me. Non direttamente. Però, vedi un po' che stamattina un sacco di uomini e di donne pensano a me, mi dedicano un soffio d'affetto e, soprattutto, scartano regali di speranza e sciolgono qualche nastro di umanità.» «Ci sono ancora in giro qu...

Le mie modeste epifanie quotidiane - TRADITORI D'ARTE.

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Alla spicciolata, senza ordine alcuno, né di rilevanza, né cronologico, né geografico, semplicemente lasciando fare ai capricci della memoria. L ' abbraccio di Schiele al Belvedere a Vienna, il Cristo del Mantegna a Brera, la Flagellazione di Piero della Francesca a Urbino; Renoir con il suo Ballo al Moulin comesichiama al Museo d'Orsay, agli Uffizi la Venere di Botticelli (che, mio malgrado e accidenti a lei, continuo a non amare), un Sogno di Dalí al Thyssen di Madrid. È inutile: un'opera, al massimo due, è ciò che mi rimane di una visita ad un museo d'arte. Sono impressioni indelebili, non perdono potenza neppure a distanza di decenni, ma sempre uniche, isolate. Chissà se accade solo me?  Non mi accorgo immediatamente di questo dialogo privilegiato, ma abbastanza in fretta, nel giro di qualche ora. E non si tratta dell'opera che "mi è piaciuta", il criterio estetico è decisamente secondario: è una questione di potenza, di ...

Le mie modeste epifanie quotidiane - MUSEO GIANCARLO VITALI, BELLANO, LOMBARDIA

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Domenica. C'è un pigiama steso ad asciugare a una finestra che dà sul cortile del museo Vitali . Non un pigiama particolare: è blu, dignitoso. È il paese. È la vita che si mostra nel suo aspetto più intimo, banale,  prosaico, entra dentro palazzo Lorla e non turba l'arte. È come se il dialogo fra il maestro e la sua gente proseguisse attraverso questi inattesi varchi. L'arte di Vitali è tutto un dentro e fuori, dagli oggetti ai volti, dalle cose morte alle anime. L'arte è verità. Questa lombarda, poi, con la materialità che si fa all'improvviso dramma o epifania. Il "bel cielo di Lombardia" è un pezzo dell'anima di ciascun figlio di questa terra, ma sfugge, ha bisogno di riflettersi come luce sugli oggetti per essere intuito; l'infinito ha bisogno di uno squarcio nella tela. *** Mi si stringe la gola, tanto sono confusa: è ciò che accade quando l'arte ti svela a te stesso. Noi concreti, noi terragni, noi così poco contemplativi,...

LOMBARDI IN LAGUNA, SPLENDORI E NOBILTÀ.

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Se l'epoca è quella dell'ostentazione, Venezia è addirittura arrogante: l'arroganza del potere e del denaro, ma con quale raffinato apparire! Il corteo è grandioso, esagerato. Dietro il Bucintoro con il Doge e la Corner - ex regina, vinta, sì, ma pur sempre regina e figlia della miglior aristocrazia veneziana - si dipana una miriade di imbarcazioni dai colori e dalle fogge più stupefacenti. Per non parlare degli abiti: sete cangianti e velluti, lacca, pietre, ori. Ebbene, là in fondo, a chiudere il corteo in dignitosa umiltà, non senza l'orgoglio di una nobiltà diversa, quattro legni.  Barche di foggia antica, semplice, ma elegante. Sono l'omaggio alla regina in esilio di un popolo anch'esso lontano dalla patria, ma che, come lei, sente di condividere almeno un po' la grandezza di Venezia. Si dice che quella gente sia scesa dalle valli lombarde, che quei lindi battelli vengano dal lago di un altro Ducato, che abbiano una loro storia.  Si dice ch...

Letture che non c'entrano un tubo (apparentemente)

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Questo è una sorta di sintetico diario visivo-letterario, apparentemente incongruente con la nostra piccola esperienza di viandanti su ruote.   Può sembrare confezionato a posteriori e invece i « Versi del senso perso » di Toti Scialoja sono stati proprio la lettura che ha accompagnato questi brevi giorni: giocosa, a tratti esilarante, malinconica, acuta, un po' folle. 

ANNIVERSARI. VOCI DALL'EST.

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Domani, 4 giugno. Il quattro giugno Aleksej avrebbe compiuto 49 anni, invece è solo una voce in meno. Alcune voci, però, attraversano il tempo e i luoghi e restano e ritornano. Alcune voci sono più vere e più pure di altre. Di Aleksej Naval'nyj risuonano anche le parole spese per l'Ucraina, ma buone per ogni dove: « Quasi tutti i confini nel mondo sono frutto del caso e causano il malcontento di qualcuno. Ma nel XXI secolo non si può fare la guerra per cambiarli. Altrimenti il mondo precipiterà nel caos ». Aleksej Naval'nyj è una voce in meno. Come le voci dei ragazzi di Piazza Tienanmen , che pure  sono state spente nel sangue. Era il 4 giugno dell'89. I tiranni temono le voci della gioventù e della verità, temono la voce del coraggio, perché il coraggio può essere contagioso. I tiranni temono la voce della speranza e la speranza " non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa ha senso, indipendentemente da come andr...

IL DOTTORE E IL LEONE

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Robert Francis Prevost dice di sé « Sono un figlio di Sant'Agostino » e si dà il nome di Leone XIV. Filosofia e Dottrina Sociale, buoni auspici. Riprendo le "mie" Confessioni , pagina 25: « Hinc satis elucet maiorem habere vim ad discenda ista liberam curiositatem quam meticulosam necessitatem ». "Imparai senza il peso di castighi e senza imposizioni"; vale più la libera curiosità che la pesante costrizione. Expedit . Un messaggio per la Chiesa, un messaggio per me, madre e insegnante. Bentornato Agostino di Ippona, nei panni di un Leone.