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LOMBARDI IN LAGUNA, SPLENDORI E NOBILTÀ.

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Se l'epoca è quella dell'ostentazione, Venezia è addirittura arrogante: l'arroganza del potere e del denaro, ma con quale raffinato apparire! Il corteo è grandioso, esagerato. Dietro il Bucintoro con il Doge e la Corner - ex regina, vinta, sì, ma pur sempre regina e figlia della miglior aristocrazia veneziana - si dipana una miriade di imbarcazioni dai colori e dalle fogge più stupefacenti. Per non parlare degli abiti: sete cangianti e velluti, lacca, pietre, ori. Ebbene, là in fondo, a chiudere il corteo in dignitosa umiltà, non senza l'orgoglio di una nobiltà diversa, quattro legni.  Barche di foggia antica, semplice, ma elegante. Sono l'omaggio alla regina in esilio di un popolo anch'esso lontano dalla patria, ma che, come lei, sente di condividere almeno un po' la grandezza di Venezia. Si dice che quella gente sia scesa dalle valli lombarde, che quei lindi battelli vengano dal lago di un altro Ducato, che abbiano una loro storia.  Si dice ch...

ADALPINAAA, TACA LA MÜSICA! La Goggi e le figlie di Maria Ausiliatrice.

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Mi distingue dalla gran parte dei miei compaesani un'imbarazzante imperizia canora, talmente evidente che qualcuno fra i miei famigliari, quando canticchio, mi chiede senza tante cerimonie di tacere. Non solo: la mia vita scorre per la maggior parte senza colonna sonora. I momenti importanti sono ricordati  senza note di accompagnamento; ascolto  pochissima musica e, di solito, delle canzoni ricordo i testi ma non le melodie.  Arrivo perfino a considerare la musica una forma d'arte poco urbana, perché tende ad imporsi: ti si insinua nelle orecchie tuo malgrado quando il  vicino di casa, il gestore del bar dove fai colazione, il parrucchiere lo decidono. Dal punto di vista musicale sono insomma una vera capra; ok, canto per me stessa Nessun dorma al bisogno, ma tendenzialmente sono una cultrice del silenzio. Eppure anche a me accadono cose, che dimostrano il potere evocativo ed emotivo delle "canzonette". In questi giorni la mia pupattola tredicenne torna da scuola ...

Flusso di coscienza delle madri sui cinquanta. Ovvero, io, mia figlia e "il tubo"

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  Esercizi di scrittura, certo. Chi insegna non può perderci la mano. Ma esercizi fatti sulla pelle, mica artificiosi.    Tu! Sì, tu che leggi: se eri una ragazzetta quando sorse la stella del Blasco e hai una figlia, forse questo stream of consciousness è anche tuo.  (Per rendere più agevole la comprensione profonda, sarebbe utile un' adeguata playlist).   Pioveva, finalmente. All'uscita da casa, l'animo oscillava fra i versi crepuscolari di Moretti e le giornate uggiose di Battisti: un po' di antologia del liceo e un po' di tradizione pop, come sempre. Probabilmente era una donna irrisolta, ma se la godeva così.  Scese a prendere l'auto, mise in moto. A fianco si accomodò la piccola. Piccola per modo di dire, si era fatta quasi ragazza. Era pure bella, ma così ingenua. Angy era un'anima chiara. "Albachiara", che canzone meravigliosa.   - È collegato il mio telefono? Ok. Prendilo e apri YouTube. Cerca "Albachiara" di Vasco Rossi.  - Alb...