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RINCHIUSI

Appena mi liberano voglio andare a Milano, che è qui a due passi, ma adesso mi manca un po'. Poi voglio andare in Scozia e a Creta, tornare a Parigi e passare qualche giorno nei luoghi dove vado a respirare, a Merano, credo. Appena mi liberano voglio fare le valigie e andare. Anche in nessun luogo, magari, a zonzo senza una meta, come quando la strada davanti a me non era che una metafora della vita.  Appena mi liberano, voglio addormentarmi in un letto diverso e rimanere un'ora al tavolo della colazione e sostituire lo spazzolino da denti nel beauty case e cazzeggiare sotto i portici di una città estranea e cercare un ristorante a un'ora improbabile e avere freddo per strada perché ho fatto tardi. Sarò brava. Più brava che mai. Farò il bagno nell'Amuchina e non mostrerò la mia bocca ad alcun mortale che non sia un mio strettissimo congiunto, datemi pure un burqa chirurgico. Appena mi liberano, credo che piangerò. 

SOGNO UN CARROZZONE

  Sogno lo sradicamento totale. Mi unirei volentieri a una carovana di zingari o camminanti, se non odiassi il disordine e aborrissi l'intimità forzata.  Sogno uno stato di contemplazione-riflessione-lentezza, curiosità e creatività, libertà dagli orari e dai luoghi. La rinuncia a qualsivoglia dover essere a favore del voler essere: dove, al di fuori di un carrozzone? Ma io non tollero sciatteria fra le mie cose e del mio spazio sono maniacalmente gelosa... Non ce la farei. 

VECCHI COPPI E CAMPI, CAMPI E PIOPPI. E IL GOVERNO DELLE ACQUE

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Il Venerdì è di Passione . Morris non sta bene, ma inforca la bici lo stesso. Mentre temo che perda i vantaggi del Fluibron, perdiamo la strada. Qualche anima pronta mantovana sopperisce alla totale mancanza di segnaletica lungo il percorso (mica siamo in Deutschland qui). Mentre ritroviamo la direzione perdiamo la catena di Angy. Troviamo un cacciavite di fortuna; poi accade di nuovo e ci si arrangia a mani nude. L'ora canonica del pranzo é passata da un po'. Stomaci e gambe reclamano rinforzi, nel nulla rurale del Mincio e giù di lì. Vecchi coppi e campi, campi e pioppi. E il governo dell'acque. Scoviamo un ostello e ci rianimiamo con panini magri. Scoviamo anche gli attrezzi per rianimare la biciclettina. Ripartiamo da Governolo e finalmente é il Po . Ma: r itrovate forze e mezzi, a Ostiglia Morris perde il treno per il recupero dell'auto. Si può fare anche dopo, tranquillo. Le bici - oggi un po' inaffidabili - riescono a imboccare il viale verso l'hote...