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SERVA DI REGIME

Io appartengo ad una di quelle categorie per cui l'obbligo è scattato da tempo. Grazie a Dio. Perché - in assenza di obbligo - sarebbe stata immorale una nuova eventuale chiusura delle scuole. Se il GP non si rivelerà sufficiente ad evitarla, pazienza, avremo fatto tutto ciò che era in nostro potere. Se si rivelerà sufficiente, bene: significa che il "tutto ciò che" era la strada da percorrere. Ma io il vaccino l'avrei fatto in qualunque caso perché - sissignori - sono una serva di regime.  Di quel "regime" che ci fa andare al lavoro e al cinema, che permette agli ospedali di funzionare e ai medici di avere qualche ora per tornare a casa la sera, che garantisce il diritto all'istruzione e il parco giochi aperto. Quella cosa lì, quella banalità che era la nostra vita prima della bestiolina e che ci è mancata tanto quando ci siamo trovati sul balcone a fare i bigoli.  Sono una serva di regime. Ma io rivoglio quello e quello, forse, il vaccino me lo può dar...

RINCHIUSI

Appena mi liberano voglio andare a Milano, che è qui a due passi, ma adesso mi manca un po'. Poi voglio andare in Scozia e a Creta, tornare a Parigi e passare qualche giorno nei luoghi dove vado a respirare, a Merano, credo. Appena mi liberano voglio fare le valigie e andare. Anche in nessun luogo, magari, a zonzo senza una meta, come quando la strada davanti a me non era che una metafora della vita.  Appena mi liberano, voglio addormentarmi in un letto diverso e rimanere un'ora al tavolo della colazione e sostituire lo spazzolino da denti nel beauty case e cazzeggiare sotto i portici di una città estranea e cercare un ristorante a un'ora improbabile e avere freddo per strada perché ho fatto tardi. Sarò brava. Più brava che mai. Farò il bagno nell'Amuchina e non mostrerò la mia bocca ad alcun mortale che non sia un mio strettissimo congiunto, datemi pure un burqa chirurgico. Appena mi liberano, credo che piangerò.