Le mie piccole epifanie quotidiane - IL CAMPEGGIO
Il campeggio vero, in tenda canadese, fra gli abeti, senza vialetti profumati di oleandri che conducono a moderni servizi luminosi: una scarpata per arrivare in qualche modo in bagno se proprio ti scappa durante la notte, due wc per più di cinquanta persone e la fontana. Il campeggio vero, uno zaino come cuscino e le scarpe nell' intercapedine per non inzupparsi di rugiada. Il campeggio come nei primi anni Settanta, quando ero bimba. Ci si lava oggettivamente poco, ci si cambia lo stretto indispensabile, il pettine boh e si dorme con il rumore del torrente nelle orecchie. Credo che il campeggio ti ripulisca di tante paure idiote e dia spazio a quella o quelle due o tre paure vere, radicate, profonde. Certo ti adatti ad essere imperfetto fra imperfetti. È bello vedere i bimbi di sette, otto anni farsi coraggio, ingoiare la nostalgia della mamma, ridere e piangere mentre cercano nel caos indicibile della loro tenda ciò che troveranno, forse...