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AUGURI A ME CHE NON RIESCO

Auguri a me, che non riesco ad essere madre solida quanto basta; Auguri a me, che non posso essere madre disponibile quanto vorrei; Auguri a me che non so essere madre esigente quanto la vita chiede. Auguri a me, leonessa perennemente stanca.  Auguri a me che rido e che piango. Auguri a tutte le mamme di cui non ho saputo intercettare la lacrima o intuire la speranza. Auguri a noi, che maggio fa sbocciare il mondo.

GEOMETRA

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Ho probabilmente misurato male la larghezza delle mie spalle, ma sicuramente ho sovrastimato la capacità del vostro cuore e la profondità del vostro pensiero. Dovrò tracciare nuovamente i confini. Più ristretti, temo. 

STANCA

Sono fisicamente stanca: dolori diffusi, frequenti tachicardie, eritemi un po' misteriosi e un po' fastidiosi, rigidità. Sono psicologicamente stanca: cialtronerie, supponenza, egoismo ideologizzato mi sfiniscono. La famiglia, i figli.  No, non è il lavoro. Sarà la soglia dei cinquanta, sarà altro che non ho le energie sufficienti ad approfondire.  Trovo alcune situazioni tossiche.   Vorrei solo godere, circondarmi di cose belle e persone belle, girare il mondo, perdere il conto dei chilometri e delle idee, immergermi nei mille idiomi differenti che gli umani hanno creato per dirsi cose.  Mi piacerebbe considerare ancora l'estate un tempo magico. Chissà com'è morire? 

TEMPI E TEMPO

  Sono lenta. Avete presente: « Ragazzo mio, io sono una lumaca, e le lumache non hanno mai fretta» ? Ecco. Odio la fretta nella stessa misura in cui odio le cose raffazzonate. Ho bisogno di tempo perché amo la precisione. Anche a tavola: io mastico; sul serio. E assaporo. Non quando mangio in un ristorante stellato, sempre: la pasta all'olio o la fettina di bresaola, perfino l'insalata con il pane (amo i cibi semplici). Non credo che i miei famigliari nonché abituali commensali pecchino di eccessiva rapidità, ma io sono lenta. Così lenta che oggi - come spesso accade - sono stata abbandonata al tavolo da pranzo: io, il barattolo delle verdure sottolio, un panino e una mezza banana  negletta, con spregio di ogni sensibilità (umana e vegetale).  Guardo dalla finestra la nebbia fredda di gennaio, mastico e, improvvisamente, vengo presa dalla fretta. Dalla smania. Non di finire il pasto, no, chissene, dalla smania di primavera. Per me è ora delle margherite. 

COMPLEANNO

Cosa chiedo in questo tempo morto, in questo tempo dove par di non trovare senso alcuno, salvo quello di resistere? Chiedo a me stessa il coraggio di negarmi alla necessità.  Chiedo fantasia, grinta, occhi nuovi: dentro - e anche contro - un anniversario così tondo da metter soggezione. E fossero davvero cinquanta di saggezza! Invece, continuano a mancare i presupposti e l'esame di realtà mi stronca sempre. Porca miseria, il tempo morto dentro il mezzosecolo non ci può stare e - se non posso, costituzionalmente, sperar nella saggezza - almeno vorrei viver fino in fondo la follia, ché magari é lì che do il mio meglio. Ma che volete? Farò anch'io ciò che posso, adattandomi alle ore che - diceva mamma - son "tutte attaccate". Insofferente come sempre, infine neanche troppo oppositiva, mi rifugio  qualche volta nel sorriso.  E spesso, poi, a sera sono stanca di anime bercianti e di scadenze e questo assurdo infilar numeri dentro caselle che nulla sanno di curiosità, pass...

CARA

Ciao cara. Hai quindici, diciotto, vent'anni. È estate. Sei tutta un brivido di vita, sei meravigliosa. E questi ragazzi... questi bicipiti bene in mostra, questi pettorali tatuati e pelle, sorrisi, capelli, sguardi. E pensi sia la fine del mondo e invece è niente, vento. Non ti parlo della Vita, cara, non ti tedio con la Maturità o i Sacrifici. Niente di tutto ciò. Mi riferisco a quel che sta già per succedere, a domattina, a quando una discussione accesa con tuo padre o una piccola gelosia fra amiche o un drammatico paio di centimetri guadagnato dal tuo girovita farà spuntare come per magia un profumo sgradevole da quei muscoli, un brutto foruncolo a rovinare quel sorriso intrigante e quello sguardo figo. E il tuo eroe, tragicamente, si trasformerà in ciò che temi: un ragazzo "così così", tanto macho quanto incapace di essere uomo per te.  Lo sai, vero cara, cosa accadrà? Avrai  bisogno di un compagno e troverai solo tatuaggi brufoli sorrisi storti deodoranti in eccesso...

SOGNO UN CARROZZONE

  Sogno lo sradicamento totale. Mi unirei volentieri a una carovana di zingari o camminanti, se non odiassi il disordine e aborrissi l'intimità forzata.  Sogno uno stato di contemplazione-riflessione-lentezza, curiosità e creatività, libertà dagli orari e dai luoghi. La rinuncia a qualsivoglia dover essere a favore del voler essere: dove, al di fuori di un carrozzone? Ma io non tollero sciatteria fra le mie cose e del mio spazio sono maniacalmente gelosa... Non ce la farei. 

ADDIO 2018

2018 sei vecchio vecchissimo, nessuno più ti vuole. I ragazzotti trasudano vita, si perdono in vaghi desideri, anelano a un  domani indefinito, ma gonfio di promesse: ti cacceranno a notte, con allegria un po'  sguaiata. Chi è più maturo, forse più stanco, ti saluterà compostamente, ma senza rimpiangerti ed anzi, forse, scoprirà perfino dentro di sè una traccia, poco più che una memoria, della sciocca fiducia di un tempo.  Vattene dunque 2018. Portati via tutte le sconfitte, i lividi, la solitudine. Stasera ti vedrò morire dal mio divano - forse ancora febbricitante, forse un po' più in forze - e ti lascerò andare senza tristezza.  Tu hai sempre saputo quanto ingannevole sia il detto secondo cui "l'importante è la salute" (tanti, quando sei nato, proprio questo auguravano...in tanti lo augureranno domani.  Che sciatteria a volte nelle parole!)  Così tu,  anno-bambino dispettoso,  hai nascosto accuratamente nel benessere  i doni  più prez...