Grata. E col fiato corto.
Posso pelare le patate per il purè. Posso preparare la cartella per domani. Posso dare una mano al marito impegnato a fare cose al pc. Ma resta che il cuore va a mille. Dopamina a palla, stanotte faticherò a prendere sonno. Ho avuto in mano, ho toccato, sfogliato, letto carte e inchiostri antichi che parlavano di me: la me che è stata bes-cère su un alpeggio, la me sorella di ragazzi dall'accento strano cresciuti lontano da casa, la me morosa di un uomo ignorante e geniale, taciturno e lavoratore... A casa di Bela e Mariagrazia ho annusato fra le pagine croccanti di secoli il sudore di uomini meccanici che leggevano Dante, ho sentito fremere il coraggio di donne determinate ad essere spose di emigranti. Quante storie non raccontate, quanta vita fra le carte: le liti ab anno 1460 per un boccone di terra e la rabbia austriaca incapace di contenere le diserzioni; l'affetto pudico nelle lettere dal fronte e le dita nodose di bottega che compilavano trattati ...