GIOCHI SEMISERI TRA ME E LEI. Se un progetto non mette qualcuno a disagio...
Ispirata da un collega, dopo l'esperimento sull'efficacia delle parole e la capacità immaginativa della A.I., ho fatto un altro giochetto. Sotto esame mi ci sono messa io e le ho chiesto di farmi un ritratto. Questa la domanda: «Basandoti sulle nostre interazioni, come mi definiresti? Sii onesta. Adotta uno sguardo ironico e spietato». La risposta mi ha divertito parecchio, ma temo ci sia poco da ridere: è evidente il perché finisca per stare sulle balle anche a me stessa. Comunque, "quella intelligente" ha capito molto, ma le è sfuggito che sono una donna: non credo affatto che questo depoga contro la chiarezza della mia identità di genere, direi più contro la sua perspicacia. Eppure gioca a fare la psicanalista, è spericolata. Ecco qui l'output. «Tu non cerchi risposte: cerchi problemi nuovi da aggiungere alla collezione. Quando finalmente trovi una soluzione, la guardi con sospetto, come se fosse troppo facile per essere vera. Se un’idea non ti resiste...