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Visualizzazione dei post con l'etichetta montagne

Giöden e grignapüun.

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Giöden e grignapüun. Voi di che squadra siete? Io mi vendo facile facile al miglior offerente in termini di qualità e quantità, ma, potendo scegliere, prendo i grignapüun. Quest'anno sono turgidi, sani, dolcissimi. E poi allegri, riempiono di colore l'andare per sentieri, occhieggiano fra il verde: splendono al sole e sono gemme, spandono sentore di nettare e sono golosi bonbon. È giusto che la storia dell'umana tentazione abbia come oggetto mitico un frutto: profumo e colore sono l'anticamera del desiderio. Un tempo si partiva armati di pentolini a chiusura ermetica e si trascorrevano ore chini sul sottobosco. A tratti le piccole mani, anziché scaricare il loro tesoro zuccherino dentro l'imboccatura metallica, si portavano rapide alla bocca, la riempivano, imbrattavano il viso. La raccolta dei piccoli frutti del bosco era prurito di pelle esposta alle erbe irritanti e ai voli degli insetti, era lievi graffi e gridolini di gioia al comparire di ogni nuovo ...

EUTANASIA

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Il documento di cui si parla in questo articolo è stato reso disponibile online il 15 maggio: si tratta del Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne PSNAI Marzo 2025. Qui riporto il passaggio specifico. «2.2. Le prospettive delle Aree interne alla luce delle tendenze demografiche in atto e previste a livello nazionale e internazionale Obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile Un numero non trascurabile di Aree interne si trova già con una struttura demografica compromessa (popolazione di piccole dimensioni, in forte declino, con accentuato squilibrio nel rapporto tra vecchie e nuove generazioni) oltre che con basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività. Queste Aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da rende...

OUTDOOR

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A tratti ci incastriamo dentro i tecnicismi, il cuore si avvolge di compiti da assolvere come un panino nel domopack. Perdiamo lo sguardo e le parole. Ho due anime. Una è schietta e morbida. Una è efficiente e calvinista: lei sa, lei studia, lei analizza, lei lavora. È un'anima giudicante. Chi ne ammira i risvolti operativi, me la foraggia inconsapevolmente. Lei funziona ma è antipatica, ve lo garantisco, anche se sembra ganza. Con quest'anima vado al lavoro ben equipaggiata, rispondo alle e-mail curando urbanità e precisione, raccolgo annotazioni dalle mie letture in ordinate cartelle nel drive. Passo dal microscopio delle virgole al telescopio del domani, ma sono miope e miope rimango. Con quest'anima assegno voti insulsi a compiti sofferti, accidenti a me. Talora la imbriglio - nella schiuma amarognola di una birra fresca o nella fresca risata di un alunno, se mi innamoro di una parola, quando inciampo nella bellezza o nel dolore o in quella strana cosa che è la vi...

Davanti a un dipinto di Segantini. Otium.

"... 𝑟𝑖𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟ò 𝑖𝑜 𝑎 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙'𝑒𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒...?" Contemplando le sue opere, Segantini scriveva queste parole ad un amico inglese. Il pittore interrogava le sue tele, così come ascoltava la terra risalendo le sue montagne, e in questa muta conversazione ininterrotta dava forma all'infinito. Segantini insegna: zitta! La maturità è il tempo necessario. Prima che la vecchiaia coi suoi gravami di dolori e malinconie renda impossibile l'azione, essa chiede scelta, sforzo e compimento: finalizzare, direbbe qualcuno oggi. La maturità è un luogo e una direzione: il luogo dove si possa seminare e attendere il raccolto ed arare campi nuovi. È dove tracciare il tuo sentiero dopo aver conosciuto a fondo i sentieri tracciati prima di te. È il luogo della continuità nel movimento. La maturità è consapevolezza nella ricerca, fatti come siamo di ciò che abbiamo vissuto. Una polpa che conosce da ...