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LA SINTASSI DEL PENSIERO. Due disegnini fatti da "quella intelligente".

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Ho scritto cose.  Poi ho fatto un gioco: vediamo se so ancora usare le parole, mi sono detta. Ho chiesto a "quella intelligente" di dare un corpo al pensiero, di leggere le riflessioni e di immaginare un personaggio A e un personaggio B.   Ebbene: io non lo so se esista già anche la AIm, l'Artificial Imagination , ma forse le mie parole hanno colto nel segno e si sono "fatte segno", perché il risultato è stato incredibilmente vicino al "substrato esperienziale" che sta all'origine delle mie considerazioni.  Conclusioni :  • nel caso servisse ribadirlo, le parole contano: danno forme concrete alla riflessione e trasformano in riflessione l'esperienza vissuta; il mio esperimento ne è una piccola prova un po' sciocchina. Sulle parole si lavora vita natural durante, non si finisce mai. Serve tutto: il lessico settoriale, le lingue straniere, i gerghi. Ma, soprattutto, credo serva recuperare la sintassi: non, banalmente, quella del libro di gra...

ELENCHI

Elenco raffazzonato ma attendibile di ciò che i prof rimproverano agli alunni: * non ti sei preparato; * non hai il materiale; * non hai consegnato il compito entro il termine; * sei disordinato;  * disturbi la classe;  * non rispetti il tuo turno negli interventi; * dici le parolacce; * sei disinteressato;  * pretendi la sufficienza senza impegnarti. Elenco raffazzonato ma attendibile di ciò che gli adulti  osservano nei loro pari: * si preparano alla perfezione per: una serata fuori, una vacanza, una festa, la prova costume.  * Hanno sempre il necessario per... per... per... Di solito le donne hanno in borsetta il necessario per sistemare un'unghia rotta, ecco. * Rispettano quasi tutte le scadenze. Quando questo comporta uno sconto sull'importo da pagare e non è proprio possibile nessuna nessunissima dilazione, pena la galera. * Tengono in perfetto ordine... Mmh...l'auto?.. La casa?... I loro cassetti?.... Le mutande?... Mmh!  * Mantengono un tono di voce...

ADDIO 2018

2018 sei vecchio vecchissimo, nessuno più ti vuole. I ragazzotti trasudano vita, si perdono in vaghi desideri, anelano a un  domani indefinito, ma gonfio di promesse: ti cacceranno a notte, con allegria un po'  sguaiata. Chi è più maturo, forse più stanco, ti saluterà compostamente, ma senza rimpiangerti ed anzi, forse, scoprirà perfino dentro di sè una traccia, poco più che una memoria, della sciocca fiducia di un tempo.  Vattene dunque 2018. Portati via tutte le sconfitte, i lividi, la solitudine. Stasera ti vedrò morire dal mio divano - forse ancora febbricitante, forse un po' più in forze - e ti lascerò andare senza tristezza.  Tu hai sempre saputo quanto ingannevole sia il detto secondo cui "l'importante è la salute" (tanti, quando sei nato, proprio questo auguravano...in tanti lo augureranno domani.  Che sciatteria a volte nelle parole!)  Così tu,  anno-bambino dispettoso,  hai nascosto accuratamente nel benessere  i doni  più prez...