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Le mie modeste epifanie quotidiane - IL CAMPEGGIO

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Il campeggio vero, in tenda canadese, fra gli abeti, senza vialetti profumati di oleandri che conducono a moderni servizi luminosi: una scarpata per arrivare in qualche modo in bagno se proprio ti scappa durante la notte, due wc per più di cinquanta persone e la fontana.   Il campeggio vero, uno zaino come cuscino e le scarpe nell' intercapedine per non inzupparsi di rugiada. Il campeggio come nei primi anni Settanta, quando ero bimba. Ci si lava oggettivamente poco, ci si cambia lo stretto indispensabile, il pettine boh e si dorme con il rumore del torrente nelle orecchie.   Credo che il campeggio ti ripulisca di tante paure idiote e dia spazio a quella o quelle due o tre paure vere, radicate, profonde. Certo ti adatti ad essere imperfetto fra imperfetti.   È bello vedere i bimbi di sette, otto anni farsi coraggio, ingoiare la nostalgia della mamma, ridere e piangere mentre cercano nel caos indicibile della loro  tenda ciò che troveranno, forse...

UN PAESE VUOL DIRE NON ESSERE SOLI

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« Che schifo di posto. Che gente ».  Oook baby. C'è un momento, nella vita di quasi tutti, in cui il paese diventa stretto. Però occhio, baby, non è sempre colpa del paese: spesso il colpevole che cerchiamo — nella mediocrità dei vicini, nell'ombra del campanile, nei pettegolezzi sempre caldi — è uno specchio. Le comunità coese sono quelle che stanno addosso più strette, « ma bada che ci si conosce  bene proprio perché i peccati del paese sono, in buona parte, i nostri stessi peccati. Anche quando non pare ». « No guarda, proprio no. Io.. .». « Io, io... » « Ottusa anche tu, come tutti qui. Ma dai, esci dal Matrix, cazzo. Io me ne vado: a Milano, a Londra.. .» Ah, non a Dubai? Per dire... C'è Matrix e Matrix. Spesso, comunque, si parte. Per rivalsa o per fame d'altro, per migliorarci o per un'ambizione che non sa ancora bene cosa vuole, raramente sorretta da un eccezionale talento. È un processo naturale, fisiologico, anche giusto:  allontanarsi da...

Le mie modeste epifanie quotidiane - FEMMINILE PLURALE

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Cara professoressa, quando ci siamo conosciute io non avevo mai preso la metro, mi depilavo di nascosto e di nascosto scrivevo poesie. Nel banco davanti al mio sedeva una bionda da urlo, se la ricorda? Abbronzatura UV e cartella Naj Oleari, già donna fatta. Ne ebbi soggezione finché non mi resi conto che collezionava clamorosi quattro come collezionava deliziose calze Burlington. Lei, professoressa, cosa vedeva in me? La mia sfacciata e falsissima sicurezza, il mio amore faticoso per le pagine scritte, la mia ingenuità di montanara trapiantata? Cosa ero io a quattordici anni? Faccia pulita e unghie mangiucchiate, jeans accuratamente tesi su un sedere perfetto e fiumi di parole, emozioni che toglievano il respiro e sogni piccoli piccoli. Me lo dica lei, cosa, chi apparivo. Io non lo so se posso vederle, le mie piccole donne che crescono. Mi voglio illudere di un candore inesistente. Quand'è che smettono di essere paperelle innocue e diventano temibili gatte? Quando è accaduto ...

ELENCHI

Elenco raffazzonato ma attendibile di ciò che i prof rimproverano agli alunni: * non ti sei preparato; * non hai il materiale; * non hai consegnato il compito entro il termine; * sei disordinato;  * disturbi la classe;  * non rispetti il tuo turno negli interventi; * dici le parolacce; * sei disinteressato;  * pretendi la sufficienza senza impegnarti. Elenco raffazzonato ma attendibile di ciò che gli adulti  osservano nei loro pari: * si preparano alla perfezione per: una serata fuori, una vacanza, una festa, la prova costume.  * Hanno sempre il necessario per... per... per... Di solito le donne hanno in borsetta il necessario per sistemare un'unghia rotta, ecco. * Rispettano quasi tutte le scadenze. Quando questo comporta uno sconto sull'importo da pagare e non è proprio possibile nessuna nessunissima dilazione, pena la galera. * Tengono in perfetto ordine... Mmh...l'auto?.. La casa?... I loro cassetti?.... Le mutande?... Mmh!  * Mantengono un tono di voce...

CARA

Ciao cara. Hai quindici, diciotto, vent'anni. È estate. Sei tutta un brivido di vita, sei meravigliosa. E questi ragazzi... questi bicipiti bene in mostra, questi pettorali tatuati e pelle, sorrisi, capelli, sguardi. E pensi sia la fine del mondo e invece è niente, vento. Non ti parlo della Vita, cara, non ti tedio con la Maturità o i Sacrifici. Niente di tutto ciò. Mi riferisco a quel che sta già per succedere, a domattina, a quando una discussione accesa con tuo padre o una piccola gelosia fra amiche o un drammatico paio di centimetri guadagnato dal tuo girovita farà spuntare come per magia un profumo sgradevole da quei muscoli, un brutto foruncolo a rovinare quel sorriso intrigante e quello sguardo figo. E il tuo eroe, tragicamente, si trasformerà in ciò che temi: un ragazzo "così così", tanto macho quanto incapace di essere uomo per te.  Lo sai, vero cara, cosa accadrà? Avrai  bisogno di un compagno e troverai solo tatuaggi brufoli sorrisi storti deodoranti in eccesso...