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Visualizzazione dei post con l'etichetta RILUTTANZA E ALTRI ATTRITI

LA MODA DI AGOSTO, NEL MIO PICCOLO ENTOURAGE

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La moda di agosto, nel mio piccolo entourage, pare quella di condividere sui social gli interventi di Pellai.  Forse sarà l' ultima volta che mi sbilancio su questo tema; così come è possibile che abbandoni diverse altre strade intraprese. Non perché abbia compreso un errore, ma perché fare una fatica porca per poi passare per devastatrice di giovani menti, anche no.  Mi permetto di precisare che, comunque, l'universo della psicopedagogia, della didattica, della neurologia non si esaurisce in Pellai, ma ci sono anche personaggi come Rivoltella, Gui, Cipresso, Fabiano, per rimanere in Italia.  Parto da ciò che vedo con grande frequenza.  Situazione A.   Ragazzini di 12 anni cercano info in Google e si affidano alla sintesi di AI Overview, una perfetta macchina di allucinazioni. https://www.scienzeforensi.org/blog/?google-ai-overview--notizie-false,-danni-reputazionali-e-le-prime-reazioni-della-giustizia Parallelamente, adulti che scoprono l'acqua calda perché be...

BISANZIO RISPLENDE SUL BOSFORO E CI RIVELA A NOI STESSI

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C’è un punto, nella produzione di Francesco Guccini, in cui la canzone diventa visione, cosmologia del presente, in un climax denso di simbolismi. Per me Bisanzio rimane la sua vetta poetica: una canzone che accede a una lingua alta e intrisa di storia antica, che profuma di nobiltà corrotta e di raffinata decadenza intellettuale. Non ho mai visto il Bosforo e non voglio conoscere Istanbul, perché so che non troverei la Bisanzio che ho nella mente. Luogo scintillante e sospeso, dalle mille favelle, dove il vento porta odore greve di salmastro, di profumi bruciati e di spezie misteriose, i dotti discutono quisquilie fino a sfinirsi sotto cupole brillanti di lacca, pigre etère raffinate ingannano il tempo e la mente di potenti uomini d'ogni risma e provenienza.  Paradossalmente, questo luogo mitico parla del mio presente più di qualsiasi cronaca. In un tramonto affocato e presago di sovvertimenti, la domanda: “Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?” Io lo vedo, il Mago, lo imma...

IL MIO FRANCESCO

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Oggi piango il Maestro; e non è un modo di dire.  Cosa abbiano significato per me le sue canzoni è impossibile da spiegare in poche righe: un modo di stare al mondo che ha le sue radici nella stupidità dei vent'anni e nella saggezza degli ignoranti, ma che fruttifica ogni giorno.  Cosa mi lasci oggi, Francesco? L'arte che si sporca con la vita minuta e acquista vigore, sangue, profondità. Le cose quotidiane che si vestono della grande tradizione letteraria e la mediocrità che si illumina di mito — l'eroismo dei piccoli uomini, la bellezza della banalità. Ho imparato che il vocabolario non conosce limiti né censure: i miei smadonnamenti possono osare figure retoriche e arcaismi, la parola è libertà. Non è solo una lezione di letteratura: è un modo di guardare a me stessa. Una moquette lisa può narrare un'epopea, gli splendori della classicità possono parlare delle mie piccole storie. L'Ideale può dare senso e direzione a un'emozione, il mio odore può ra...

LA SAGA DI ENRICO IL PENTOLAIO E LO STRANO DESTINO DELLA SCUOLA DI OGVARTO

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(Il nuovo corso della scuola italocentrica mi impone il dovere morale di non indulgere agli anglicismi). Una storia, una vera e propria saga era ormai nei cuori di tutti: nella storia c'era una scuola meravigliosa, con torri, magie, professori eccentrici e studenti che imparavano perfino dagli errori. Si chiamava Ogvarto ed era una scuola di Magia.  Tutti conoscevano Ogvarto, tutti ne parlavano bene, discenti ed insegnanti, padri e accademici, pedagogisti e ministri. Tutti, ma proprio tutti, erano concordi nel dire che quella sì era una bella scuola, con discepoli felici, rispettosi e liberi di essere sé stessi, non semplici contenitori di verifiche; con professori originali e non distributori automatici di programmi; con adulti capaci di accompagnare la crescita, attraverso normali disastri con bacchette, pozioni e creature poco raccomandabili. La saga di Enrico il Pentolaio, il protagonista, era ormai diventata un piccolo miracolo pedagogico. Ne parlavano i giovani lettori, g...