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LA SAGA DI ENRICO IL PENTOLAIO E LO STRANO DESTINO DELLA SCUOLA DI OGVARTO

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(Il nuovo corso della scuola italocentrica mi impone il dovere morale di non indulgere agli anglicismi). Una storia, una vera e propria saga era ormai nei cuori di tutti: nella storia c'era una scuola meravigliosa, con torri, magie, professori eccentrici e studenti che imparavano perfino dagli errori. Si chiamava Ogvarto ed era una scuola di Magia.  Tutti conoscevano Ogvarto, tutti ne parlavano bene, discenti ed insegnanti, padri e accademici, pedagogisti e ministri. Tutti, ma proprio tutti, erano concordi nel dire che quella sì era una bella scuola, con discepoli felici, rispettosi e liberi di essere sé stessi, non semplici contenitori di verifiche; con professori originali e non distributori automatici di programmi; con adulti capaci di accompagnare la crescita, attraverso normali disastri con bacchette, pozioni e creature poco raccomandabili. La saga di Enrico il Pentolaio, il protagonista, era ormai diventata un piccolo miracolo pedagogico. Ne parlavano i giovani lettori, g...

Solo la familiarità con la morte può salvarci la vita

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Da noi, in paese, la morte non è ancora diventata un tabù. È qualcosa che per ora siamo riusciti a salvare: non si nasconde la morte ai bambini, non si mette a tacere chi parla della propria fine, non si considera sconveniente fare domande. La morte è un fatto doloroso, ma naturale. Trovo tutto questo molto bello. Pietoso, umano. Persino liberatorio. La morte, quando la si lascia entrare nel discorso, diventa occasione di pensiero. Chi parte lascia una memoria e questa memoria screma la quotidianità dal superfluo, illumina quel che conta. Anche per chi non crede: resta qualcosa che non muore. Oggi abbiamo salutato un uomo. Un marito, un padre, un nonno. Una persona che le circostanze avevano portato qui da molto lontano e che a quel "capitare qui" ha saputo dare senso e direzione. Un uomo che — come si è detto nell'omelia — ha scelto con determinazione di partecipare alla comunità, di dare competenze, tempo, fatica. Oggi la comunità ha mostrato - come spesso fa, con poch...

LA RIBALTA PREMANESE. Ovvero, piccolo bestiario estivo.

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Noi che non soffriamo di overtourism . Un paese è una piccola comunità dove tutti vedono tutti: ogni paese è, in realtà, un teatro.  Sulla ribalta di Premana, ad ogni stagione va in scena la stessa commedia: da un lato i turisti, dall'altro i locali, ciascuno fedele alla propria parte fino in fondo.  Gente che viene e che va  L'anziano — Ancora arzillo e sicuro sulle gambe, ma oscillante fra il desiderio di dimostrare solide competenze di lifestyle locale e l'abitudine alle comodità cittadine. Chiede quale sia la farmacia aperta quando trova chiusa l'unica presente nel raggio di chilometri, poi fa il figo e sostiene che la sua unica medicina è una sana camminata quotidiana; chiede il kombucha al bar e poi si pente, fingendo stupore nel trovare la Coca Zero. La madre nordica — È seguita da due bambini più almeno altri due individui di età indefinibile, perché a certe latitudini dopo i 10 anni i pargoli superano il metro e settanta e noi terroni non ne sappiamo stimare l...

Le mie modeste epifanie quotidiane - RAZZA OROBICA

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L'insegnante orobica è come la capra orobica.  Ridete, ridete... quella è la razza: di origine sconosciuta, ma ben caratterizzata. L'isolamento geografico ne ha fatto – dell'insegnante e della capra - una genìa a sé, molto rustica.  A parte la taglia media, soprassiederei sui caratteri fisici - la barba, lo sviluppo mammario e le corna – in quanto aspetti che creano comprensibile imbarazzo. Interessante, invece, l'attitudine produttiva duplice, da latte e da carne. Notoriamente l'insegnante orobica, isolata e spesso priva di supporto da chi occupa posizioni elevate ad altitudini ridotte, si adatta a svolgere funzioni varie, secondo necessità.  Poiché (secondo il disciplinare del presidio Slow Food) gli animali orobici devono essere allevati allo stato semibrado e prevedere l'alpeggio estivo, l'obiettivo di selezione comprende «il miglioramento dell’attitudine al pascolamento in montagna», ovvero l'attitudine ad arrangiarsi in situazioni difficili; tutta...