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Visualizzazione dei post con l'etichetta GEOGRAFIE EMOZIONALI

Attraversamenti, alture ed arenili - BRIVIDI D'ESTATE

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Il cielo è azzurro. Costantemente azzurro. Riccioli di nuvolette dipinte non ingannano la vampa assolata. Sideralmente distante e indifferente, il cielo splende la sua minaccia di arsura, abbacinante: ci sarà un nuovo inverno? Un pioggia attesissima e annunciata evapora al suolo. Arriva e se ne va nello spazio di un'aurora. La cappa di calore umido incombe, non molla la presa neppure a sera. Pesa sull'anima, deprime la pressione, soffoca. Ti avvolge  di un sudore viscido invincibile. Non c'è rifugio.  Il mare è caldo. Innaturalmente caldo. Un brodo che temi finirà per uccidere le mille vite che ospita. Un caldo di putrefazione imminente. Firenze brucia, dopo le prime ore del mattino, ostentando le meraviglie della Signoria e le bancarelle di dubbia pelletteria senza distinzione.  Viareggio brucia, dopo le prime ore del mattino, ostentando vecchie villeggiature liberty e nuove vetrine pretenziose senza distinzione. Brucia anche il sellino del velocipede (a Viar...

Attraversamenti, alture ed arenili - ARRIVEDERCI, COLORI DEL LUBERON

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Au revoir, couleurs du Luberon. Viola lavanda, solo immaginato, suggerito dalle estensioni ordinate di arbusti e da un profumo improvviso e ricorrente; azzurro fiordaliso lungo le vie, nei campi, alle persiane; arancio, giallo, rosa nelle Ocre; verde: brillante nei vignobles, polveroso nelle grandi leccete.  Gordes è bianco, Roussillon è rosso, Bonnieux è rosa,  il mercato di Apt è un caleidoscopio, anzi un'armonia: esteso dentro tutto il centro cittadino, è un mercato vero, meno fracassone delle nostre fiere, niente affatto turistico, niente affatto mondano, mescola profumi di terroir e note discrete di musicisti di strada.  Arrivederci colori del Luberon, nastri neri e dritti delle salite pedalabili e infinite, orizzonti dominati dalla cima bianca del Mont Ventoux, silenziosi ingressi di domaines, clos, mas immersi nel verde e trasmutati in eleganti alloggi per turisti amanti del silenzio. Colori fruttosi delle marmellate a colaz...

Attraversamenti, alture ed arenili - PETRARCHEGGIANDO O QUASI

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Avignone immorale e corrotta, Babilonia di lussuria e avidità, simbolo dell'asservimento della Chiesa di Cristo al potere e al vizio.  Ok, però, che gradevole città, Franci. Vero che il palazzo pontificio è un tantino pretenzioso, ma le vie bianche ed eleganti, le ariose vedute sul Rodano, i lindi quartieri degli artigiani, la penombra negli oratori degli ordini mendicanti, la luce che si rovescia sulla perfetta cerchia delle mura!  Tu, poi, invochi la " fiamma del ciel " sulla città del Papa e te ne vai sbirciando le nudità di Lauretta tua mentre si sollazza nelle chiarefreschedolciacque della Sorgue! Le ho viste, sai? Bel posticino pure quello, l'Isle-sur-la-Sorgue, adatto alle fughe romantiche, bravo. Altro che aspirazioni spirituali!  E dire che avresti potuto arrivare fino all'abbazia di Senanque, stava già qui da più di 150 anni ai tempi tuoi.  È la chiesa più perfetta che io abbia mai visto, ogni Chiesa dovrebbe essere così: totalm...

Attraversamenti, alture ed arenili - PROVENCE-ALPES-CÔTE D'AZUR

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Giù a precipizio lungo la valle della Durance, sosta un po' a caso all'apparire di infissi color pastello alle finestre e di  galettes sulle tavole dei bistrot .   Poi, dalla "Porta di Provenza", Sisteron, a Sault, "capitale della Lavanda", fanno 65 kilometri, in linea d'aria assai meno. Io non so come, ma riusciamo a moltiplicare tempi, curve, dislivelli, altipiani e scollinamenti in modo da impiegare ore. Dono dell'esploratore o maledizione dell'esule ramingo. Ma che vuoi, oggi è imbronciato, piove e spiove, tuona un po', il Mont Ventoux è tutto coperto e imbacuccato, ci allontana: tanto vale girovagare fra campi rinsecchiti e foreste di lecci.  Però Sault profuma davvero e la chiesa è talmente intatta che per un momento ti senti Petrarca a spasso nei paraggi.  Intanto ci acculturiamo sull'agro-industria degli oli essenziali e sulla differenza fra "lavanda" e "lavandino", e non è una battuta.  ...

Attraversamenti, alture ed arenili - EN APPROCHE

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Pastorizia, bricchi, foreste. I liguri, poi i celti, infine i romani. Un Comune,  vie di comunicazione intervallive, una parlata antica e singolare. Non sto parlando di Premana, ma di Briançon, Francia, les montagnards . Sto parlando di quando i passi alpini erano, appunto, passi.   Poi venne il tempo delle Nazioni e dei cannoni a difesa delle patrie, in nome non di sa quale Identità. Ringrazio il cielo che oggi le Alpi siano tornate ad essere cerniera fra popoli fratelli. Che possiamo riconoscere la radice celtica comune di Briançon, Brianza e Bregenz, le desinenze-sorrelle liguri di Parlasco e Manosque, ma anche la memoria germanica condivisa di Le Gault, MarktWald e Gualdo Tadino, di Saaldorf e Sala Consilina. Sono figlia di questa genìa bastarda e solo in essa mi riconosco.   Briançon non è solo fortificazioni di Vauban, non è solo il gorglìo della Gargouille che precipita giù per la Grand Rue, però, insomma, al di fuori delle mura creat...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 1/1

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Alba bianca. Neve nei parchi alberati, biciclette rassegnate, neve sulle sartíe delle barche a vela, neve che canta sotto i piedi. Guanti bagnati, naso bagnato.   La casa delle Muse non mostra oggetti, racconta storie, indaga, fa brillare valori. Il Nordiska rivela la convivenza faticosa di queste genti con una natura tanto dura quanto  preziosa,  la volontà di essere Nazione e insieme la fede salda nella libertà individuale. Evoca il fischio basso del vento nella landa  gelata e il gorgoglío del disgelo. Rappresenta l'essenzialità pura con la corteccia di betulla e l'orgia raffinata con la tavola imbandita nella festa borghese. Il Nordiska è la foresta e la città, la determinazione nel lavoro, la lotta silenziosa fra la croce di Cristo e gli spiriti dell'acqua e della caccia. Finalmente mi è chiaro anche il senso del cavallino di legno, simbolo della città presente ovonque, icona della tradizione che incontra l'estetica funzionalista. È...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 31

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Ombre lunghe lunghe, canali azzurri, scheletri neri di alberi, linee nette contro il cielo. Il sole raso che filtra attraverso il colonnato del municipio è il primo regalo di quest'ultimo giorno dell'anno. Lo Stockholms stadshus è una struttura rosso cupo, severa. Eppure custodisce sale dorate e carillon. Sarà una metafora da capire? Boh.  Oggi si va a curiosare fra la bella gente dei quartieri eleganti, lungo le vie vestite a festa. Che ne sarà di queste strade quando si spegneranno le luci? Che ne sarà della città?  Shopping time, o qualcosa di simile, poi  la Östermalms Saluhall. C'è chi la definisce "mercato coperto", con un understatement che nemmeno un maggiordomo inglese: caviale di kalix, bistecche di renna , lamponi carnosi e i più sorprendenti frutti esotici, alzate trabordanti di crostacei come cornucopie, tartufi di Gotland. Cerchiamo con caparbietà una soluzione abbordabile alle nostre tasche, pur di non rinunciare al piacere di consum...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 30

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La notte ha lasciato al suolo qualche centimetro di neve. Saliamo sul 2, un attimo ed è la fine: dell'isola, nell'arcipelago smisurato, della corsa, perfino dell'illusione di aver capito dove siamo. Un capolinea anonimo e deludente. Non c'è un vero viaggio senza errori, senza correre il rischio non c'è scoperta. L'isola è una lama di vento e poi una collina già raggiunta dal sole obliquo. In basso, il quartiere è raccolto attorno a un cimitero grazioso e a una chiesa calda, dove un organo chiama chi ha bisogno di pregare. Amo questi cimiteri svedesi, percorsi dai bimbi che ruzzolano allegramente per terra e da chi si affretta al lavoro, cimiteri senza tabù. Vorrei avere anch'io un "dopo" non nascosto allo scorrere della vita.  Niente indugi, la temperatura non li consente. Attraversiamo di buon passo strade e piazze che forse hanno bisogno solo di un'altra stagione e un'altra ora per essere amate. Cerchiamo frett...

Geografie emozionali - STOCCOLMA 28-29

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Ieri l'atterraggio non è stato proprio morbido, ma abbiamo avuto il panorama dall'alto dello Stockholms skärgård brinato. Oggi, la prima immersione in  questo Nord è confusa, fatico a grattare oltre la superficie. Si devono imparare le fermate del bus e la topografia cittadina. Si annaspa in suoni nuovi e ostici, la personalità della città resta un'incognita, mentre si cerca il bandolo nei simboli della tradizione e della storia. L'inizio è un po' difficile, nonostante le renne scarruffate e le linci meravigliose, nonostante la favola bella dei costumi tipici e le strabilianti navi, nonostante la colazione a base di filmjölk e salmone e sgombro e cipolle. L'inizio è sempre difficile, nonostante i luoghi e i nomi che credevi di aver conosciuto nei libri; l'anima ti sfugge. Comunque fa freddo quassù: la lana ci vuole, la lana! Innamorata dei giallisti svedesi, so che dovremmo uscire dai percorsi canonici per provare a capirne qual...

Fritto misto e ovvietà.

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Una brezza gradevole spira dal mare verso la spiaggia, sulla spiaggia si stende la terrazza, sulla terrazza si spaparanzano i tavoli del ristorante, con i loro cristalli e quelle onnipresenti e odiose sedie di design al cui schienale non puoi appendere nulla. Umido profumo di salsedine:  lecco furtiva l'interno del polso per sentire il sale sulla pelle (sí, faccio ancora queste cose infantili e un po' sceme). Io al ristorante proprio non ci so stare, più del cibo mi interessano i dettagli secondari e mi distraggo con le persone attorno, gli oggetti, le atmosfere, mi faccio storie. Stasera, ad esempio, ci si aspetta da me che mi immerga in estasi mistica nei sapori di questo piatto di gnocchetti ai frutti di mare, ma poi, alla fine, che sarà mai: è un piatto di gnocchi eh! Via via che i tavoli si riempiono, si svuota la bottiglia di vinello fresco mica male e osservo le facce, le schiene...  I ristoratori dediti alle pietanze a base di molluschi e crostacei hanno un...

Quarto, Loreto. Poi è l'Adriatico.

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Primo, Assisi Secondo, Colfiorito  Terzo, Tolentino Cuore verde delle Marche, curvilineo e luminoso, ti amo. Girasoli, casolari; rette che puntano dritte alla sommità dei colli, durissime da vincere con i pedali; zolle riverse dal vomere meccanico e teneri germogli allineati. Sfilano a fianco a noi profili di abbazie e borghi, ma non c'è tempo. I tracciati ciclabili sono infine ben segnalati lungo il fiume Potenza, compagni di pedale infine abbastanza numerosi salutano e indicano fontanelle. Poi si scavalcano colli a furia di barrette energetiche e si guadagna la meta della Via Lauretana: il cupolone bianco del santuario. Ma chi me lo nega un timbro-ricordo? Fatto! Poi si attraversano poderi e si guadagna la meta ultima, il mare. Ma chi me lo nega un bungalow-approdo? Fatto.  ... Mare turchese del Conero, pietroso e trasparente, ti amo. Siamo tornati.  

Terzo, Tolentino

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Primo, Assisi Secondo, Colfiorito   Altipiani di patate, lenticchie e greggi sotto un cielo plumbeo. Le lenticchie non le vediamo - saran già raccolte - e le greggi le temo perché odio i brutti cagnacci che le accompagnano. Resta il cielo pesante e fosco. Si scollina sotto i tuoni, la valle del Chienti si stringe e si stringe; frazioni abbandonate di villaggi semiabbandonati portano l'indicazione "Località sulla via Lauretana" e sanno un po' di sfiga. Due terremoti a distanza di vent'anni sembrano aver dato il colpo di grazia alla vitalità residua di questi borghi, certo hanno inaugurato un nuovo stile architettonico: il romanico putrellato. Infine, arriva anche il temporale, ma picchia un po' più in là. Tolentino. Una barista squisita - sorriso genuino e cadenza appena un poco strascicata - serve focacce leggere e golose, un chiostro fiorito offre ombre dipinte. San Nicola rimane chiuso, nonostante l'ora passata da un po': devoti ladri o ladri de...

Secondo, Colfiorito

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Primo, Assisi Pedaliamo fra gli ulivi « che fanno di pietà pallidi i clivi », su e giù, e in una Terra così magari le Laudes ti vengono anche facili, no, Francesco? Spello; poi a darci informazioni dentro una libreria a Foligno c'è una tizia di Merate, ed è subito tutto un «ma come, ma dai, ma dove». Da lì in poi, si sale si sale si sale cercando il valico appenninico. Pedalabile ok, ma non molla mai.  Colfiorito ha tesori snobbati dai più e magagne evidenti a tutti, però il nome evoca meraviglie di lenticchie in fiore. Le lenticchie in piatto sono pure una meraviglia, posso assicurarlo. La basilica di Plestia stava là da mille anni e l'ha vinta il terremoto del 2016, oggi è ingabbiata in putrelle di ferro e puzza di porcilaia al sole. Una tristezza.  In compenso, andiamo a sbattere nel più grande campo  di concentramento fascista (non nazifascista, proprio roba nostra), di cui noi non avevamo notizia e con noi molti altri, anche fra coloro che scrivono i l...

Primo, Assisi

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Le vacanze sono iniziate sotto i migliori auspici: biglietti aerei "saltati", attrezzature ordinate e non arrivate a tempo, portafogli perduti e non ritrovati e svariate altre amenità. Messa insieme in qualche modo una vacanza last minute, finalmente oggi si parte. Hanno acconsentito ad accompagnarci in via del tutto eccezionale entrambi i figlioli, ora affondati nei loro sedili, rigorosamente cuffie-muniti, affabili e vivaci come vecchie tartarughe. Al seguito abbiamo un rimorchio con tre bici, una quarta bici sul tetto, tre borse da portapacchi colme da scoppiare, tre zaini più uno zaino termico, una cesta con l'occorrente per il bungalow che raggiungeremo (credo, spero) al termine della pedalata appenninica, un borsone di teli e cazzate varie per il mare, tre trolley di abbigliamento ed effetti personali. Sono tre mesi che aspetto di poter partire, ma dire che mi sento un rom in carovana è dire poco. Chissà se c'è un santo protettore per i vacanzieri arruffati...

A NORD - Diario completo.

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15 - ASPIRAZIONI Saremmo dovuti partire diversamente, ma gli imprevisti non esistono solo sul tabellone del Monopoli, perciò ci adattiamo alle nuove nuove, non buone, e ci apprestiamo ad un lungo (ma abbreviato) viaggio in auto. Calzoncini, caricabatterie, cerotti, ciabatte... Fazzoletti, felpe, forbicine... Maglie, melatonina, mutande... Tachipirina, tennis, t-shirt... Fase odiosa. Rassegna di oggetti, ipotesi di bisogni, riduzione velleitaria, accumulo progressivo, cerniere da chiudere. Partire, respirare, aspirare. Non avere mete ma idee, forse miraggi. C'è chi calcola i chilometri, io non posso, "I google". Rischio sempre grosso quando vado a caccia di immagini e di racconti, quando mi incammino decisa a ficcare il naso, oscillante fra il fascino patinato dell'ovvio sbirciato in rete e l'iconoclastica determinazione a seppellire stereotipi. Oggi ho aspirazioni baltiche e inseguo le chimere e i venti dello Skagerrak. Curiosità geografiche e golosità...