Geografie emozionali - STOCCOLMA 28-29

Ieri l'atterraggio non è stato proprio morbido, ma abbiamo avuto il panorama dall'alto dello Stockholms skärgård brinato. Oggi, la prima immersione in  questo Nord è confusa, fatico a grattare oltre la superficie.

Si devono imparare le fermate del bus e la topografia cittadina. Si annaspa in suoni nuovi e ostici, la personalità della città resta un'incognita, mentre si cerca il bandolo nei simboli della tradizione e della storia.

L'inizio è un po' difficile, nonostante le renne scarruffate e le linci meravigliose, nonostante la favola bella dei costumi tipici e le strabilianti navi, nonostante la colazione a base di filmjölk e salmone e sgombro e cipolle. L'inizio è sempre difficile, nonostante i luoghi e i nomi che credevi di aver conosciuto nei libri; l'anima ti sfugge. Comunque fa freddo quassù: la lana ci vuole, la lana!

Innamorata dei giallisti svedesi, so che dovremmo uscire dai percorsi canonici per provare a capirne qualcosa, ma abbiamo pochi giorni e una striminzita Lonely Planet. Uno spiraglio, un'epifania: queste genti che vivono le terre dal lungo buio sono curiosamente sensibili al colore, l'armonia cromatica è intenzionale, studiata nei dettagli e mi fa stare bene.

Ogni viaggio comincia nell’incertezza. Qui almeno il freddo è schietto, vedremo se la città, prima o poi, deciderà di farsi avvicinare.

***
Non dovrebbe mancare: 
- una buona mappa della efficientissima rete SL dei trasporti pubblici; 
- nel museo all'aperto di Skansen, vera e propria istituzione nazionale,  una sosta alla panetteria per i panini dolci al cardamomo e allo zafferano;
- al museo Vasa, la visione del video introduttivo sul recupero del relitto (una decina di minuti, anche in italiano). 

STOCCOLMA 30

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Grata. E col fiato corto.