Geografie emozionali - STOCCOLMA 30

La notte ha lasciato al suolo qualche centimetro di neve. Saliamo sul 2, un attimo ed è la fine: dell'isola, nell'arcipelago smisurato, della corsa, perfino dell'illusione di aver capito dove siamo. Un capolinea anonimo e deludente. Non c'è un vero viaggio senza errori, senza correre il rischio non c'è scoperta.

L'isola è una lama di vento e poi una collina già raggiunta dal sole obliquo. In basso, il quartiere è raccolto attorno a un cimitero grazioso e a una chiesa calda, dove un organo chiama chi ha bisogno di pregare. Amo questi cimiteri svedesi, percorsi dai bimbi che ruzzolano allegramente per terra e da chi si affretta al lavoro, cimiteri senza tabù. Vorrei avere anch'io un "dopo" non nascosto allo scorrere della vita. 

Niente indugi, la temperatura non li consente. Attraversiamo di buon passo strade e piazze che forse hanno bisogno solo di un'altra stagione e un'altra ora per essere amate. Cerchiamo frettolosamente suggestioni del famoso design. Intanto, io compio un personalissimo e quasi segreto pellegrinaggio nei luoghi di Millennium, sulle orme di Stieg Larsson. 
Guai a sfilare i guanti. Guai a soffermarsi ai crocevia: incroci di venti bastardi più che di strade (che di auto ne girano poche).

Il sole a fine mattinata è ancora radente. Ci affacciamo stupiti sul panorama della città vecchia, attraversiamo ponti e ancora ponti, scopriamo vuote piazze deliziose, eleganti palazzi e poi vicoli e ancora chiese.
L'alba fluisce stanca verso il tramonto - nessun mezzogiorno per queste latitudini a fine anno - mentre troviamo posto nello storico Under Kastanjen, davanti a un piatto di köttbullar, a un piatto di raggmunk. Marmellata di ribes e cucina casalinga nel vano di una finestra del 1500. Niente male.

Odio gli stucchevoli negozietti di patacche souvenir, mi sottraggo in qualche modo alle aspirazioni della figliola e al centro storico. Il pomeriggio buio si illumina di festa negli ampi viali e alle porte dei palazzi signorili, si anima di musica e giochi nel parco. Niente male.


Un po’ per sbaglio, un po’ per ostinazione, alla fine qualcosa di Stoccolma si è svelato. Forse.

***
Non dovrebbe mancare: 
- la salita alla Sofia kyrka;
- una capatina da Iris Hantverk, per oggettistica artigianale di design;
- un giro in Riddarholmen fino alla Evert Taubes Terrass;
- pattinare sul ghiaccio nel parco
 
STOCCOLMA 28-29

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Grata. E col fiato corto.