Un dolore intollerabile.
Un' altra vittima. E già si fa avanti la squallida sequela dei "ma": ma sono troppo fragili, ma anche ai nostri tempi abbiamo sempre scherzato, ma alcuni atteggiamenti provocano, ma non si integrava, ma ci devono essere delle altre cause, ma, ma. E, in questo modo, tac! Le nostre coscienze risciacquate alla bell'e meglio e i Paolo, i Michele, i Leonardo, le Caroline da vittime a responsabili in un attimo. Sipario. Che, poi, tutti i "ma" funzionano benissimo finché un certo giorno, in un certo posto, in un certo contesto è nostro figlio ad essere preso di mira, isolato, segnato a dito. Dite che è impossibile? Ingenui, in bocca al lupo! Ho visto cose, tranquilli, e la vita è lunga; avrei meno fiducia nella buona sorte e nella incrollabile autostima: perché di questo si tratta neh, buona sorte e autostima. O pensiamo sinceramente che i nostri figli siano superiori? A me non par vero che la risposta possa essere «potenziare i servizi di neuropsichiatria infan...