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PERFORMANCE E CONTRIBUTO, IMMAGINE E PAROLA. Dello scrivere

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Si parlava di viaggi, di ricordi,  di avventure e la mia giovane interlocutrice se n'era uscita  con qualcosa che mi aveva  lasciata interdetta: «Ma il mio diario sono le storie di Instagram!».  Le stavo consigliando di scrivere, aspiravo ad essere una specie di saggia voce materna e lei mi aveva sistemato, con un filo di spocchia, come una povera scema d'altri tempi. Per scelta, da parecchio non mi perdo più a discutere con le superfici impermeabili, ma: un diario?  Le " storiiiies "?  Rinuncia totale a qualsiasi riflessione articolata, abdicazione alla parola, nessuna emozione per cui trovare un nome, non un tormento ...una banale vetrina: il tuo diario è un piccolo, triste, centro commerciale dell’anima, mia cara.  Mi torna in mente oggi, che sono un po'  incupita dagli eventi, quella breve conversazione; mi chiedo quali storie avrà prodotto la fanciulla mentre soffiano questi venti di guerra. Allora immagino la mia young lady i...

"INSTA", GNE GNE

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Avete presente gli anni Ottanta? Andava di moda fermare i capelli in alto sulla testa, attorcigliando attorno alla coda di cavallo quei bigodini in schiuma morbida colorati. Orridi. Presumo fossero nati per tutt'altra funzione, ma a qualcuno doveva essere piaciuto usarli così e per qualche tempo noi ragazzine prendemmo lo stesso vezzo. Quanti fra voi hanno qualche volta utilizzato le mollette da bucato per fermare altro? Chiudere sacchetti, fissare un telo... E il bicarbonato? Chi ci lava la verdura, chi lo usa per le pulizie, chi come polvere lievitante, chi per sbiancare i denti. Pare che io "non sappia" usare Instagram. «Ma non ho capito quella foto che hai messo, ma è un libro?» «Perchè non hai messo le foto su Insta, mi piaceva vedere Stoccolma». Io devo stare su Instagram per ragioni personali, ma ci bazzico pochissimo; è un social che non mi piace, però non sono obbligata da contratto ad usarlo "come si deve": non potendo farci la coda di cavallo, né...

Caro Mark

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Caro, carissimo Mark, come saprai per certo tu stesso, le reti fognarie sono da sempre un bene per gli umani che se ne giovano e il tuo Facebook è  di fatto una cloaca. Non offenderti, forse avevi in mente di realizzare qualcos'altro, ma non è colpa tua, almeno in gran parte: è che siamo gente comune e tendiamo a soddisfare alcuni istinti primari.  Purtuttavia, a te toccherebbe prendere atto della cosa e valutare la possibilità di rendere le esalazioni meno ammorbanti. Come in una cloaca, in Facebook si trova di tutto: dalle perle perdute da chissachì, agli ori - preziosi o farlocchi - gettati volontariamente per le ragioni più varie, agli oggetti di abuso comune, alle schifezze più inavvicinabili. L'aspetto preoccupante è che le schifezze stanno aumentando in modo esponenziale. Non si presume che possano esserci migliaia di pazzi che gettano o perdono gemme dentro il tubo più puzzolente del pianeta, ma mi rammarico di notare come gli oggetti di abuso comune siano sempre più s...

Maurizio Lastrico

 Ode via Fawebook Amo di te Maurizio il verso fine:  anco pur Dante riderebbe piano.  Sollazzano le argute tue terzine,  Lastrico caro, ancor che parli strano!   Del popol bue e delle potenti brame  gli orrori riempiono questo social-pantano,  d'ogni beltà i commenti fanno strame:  ma allor che tue facezie in display stanno,  tante cogitazioni tristi e il mondo infame  dal mio divano presto se ne vanno!