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AUGURI A ME CHE NON RIESCO

Auguri a me, che non riesco ad essere madre solida quanto basta; Auguri a me, che non posso essere madre disponibile quanto vorrei; Auguri a me che non so essere madre esigente quanto la vita chiede. Auguri a me, leonessa perennemente stanca.  Auguri a me che rido e che piango. Auguri a tutte le mamme di cui non ho saputo intercettare la lacrima o intuire la speranza. Auguri a noi, che maggio fa sbocciare il mondo.

GEOMETRA

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Ho probabilmente misurato male la larghezza delle mie spalle, ma sicuramente ho sovrastimato la capacità del vostro cuore e la profondità del vostro pensiero. Dovrò tracciare nuovamente i confini. Più ristretti, temo. 

COMPLEANNO

Cosa chiedo in questo tempo morto, in questo tempo dove par di non trovare senso alcuno, salvo quello di resistere? Chiedo a me stessa il coraggio di negarmi alla necessità.  Chiedo fantasia, grinta, occhi nuovi: dentro - e anche contro - un anniversario così tondo da metter soggezione. E fossero davvero cinquanta di saggezza! Invece, continuano a mancare i presupposti e l'esame di realtà mi stronca sempre. Porca miseria, il tempo morto dentro il mezzosecolo non ci può stare e - se non posso, costituzionalmente, sperar nella saggezza - almeno vorrei viver fino in fondo la follia, ché magari é lì che do il mio meglio. Ma che volete? Farò anch'io ciò che posso, adattandomi alle ore che - diceva mamma - son "tutte attaccate". Insofferente come sempre, infine neanche troppo oppositiva, mi rifugio  qualche volta nel sorriso.  E spesso, poi, a sera sono stanca di anime bercianti e di scadenze e questo assurdo infilar numeri dentro caselle che nulla sanno di curiosità, pass...

ELOGIO ALLA FOLLIA, ovvero "a culo tutto il resto".

C'è chi si nutre di Erasmo, chi di Guccini, ma il succo cambia poco. Riflessioni in margine a una settimana di confronti (lavoro, conoscenti, cose di figli, financo medici e professionisti vari). Se l'espressione "carità pelosa" ha origine ben più remota di Manzoni, temo che "gentilezza pelosa", "preoccupazione pelosa", "serietà pelosa", "giustizia pelosa", "impegno sociale peloso" e via di seguito, fino a un "buon senso peloso" sarebbero proprio delle novità. Eppure questi atteggiamenti - nella sostanza - mi pare abbondino. Io sarò rude, superficiale, istintiva, egoista, imbranata, sciocca, dissennata, ingiusta. Ma in molti dovrebbero farsi una ceretta. 

SFIDUCIA - mala tempora

Ho avuto troppo coraggio, ho peccato di speranza. Ho avuto l'ardire di credere che il mio Paese e il mio paese fossero la pagina giusta su cui scrivere il futuro di due bambini; ho avuto l'ardire di andarli a prendere lontano lontano, per regalare loro il mio "qui", che mi pareva bello; ho avuto l'ardire di pensare che con me, al mio fianco, avrebbero lavorato molti altri, a costruire qualcosa di buono per noi, noi tutti. Ho peccato di speranza. Ho sovrastimato me stessa, il mio paese e il mio Paese. Ho avuto troppo coraggio ed ora non me ne rimane neppure un briciolo per andare via.

ADDIO 2018

2018 sei vecchio vecchissimo, nessuno più ti vuole. I ragazzotti trasudano vita, si perdono in vaghi desideri, anelano a un  domani indefinito, ma gonfio di promesse: ti cacceranno a notte, con allegria un po'  sguaiata. Chi è più maturo, forse più stanco, ti saluterà compostamente, ma senza rimpiangerti ed anzi, forse, scoprirà perfino dentro di sè una traccia, poco più che una memoria, della sciocca fiducia di un tempo.  Vattene dunque 2018. Portati via tutte le sconfitte, i lividi, la solitudine. Stasera ti vedrò morire dal mio divano - forse ancora febbricitante, forse un po' più in forze - e ti lascerò andare senza tristezza.  Tu hai sempre saputo quanto ingannevole sia il detto secondo cui "l'importante è la salute" (tanti, quando sei nato, proprio questo auguravano...in tanti lo augureranno domani.  Che sciatteria a volte nelle parole!)  Così tu,  anno-bambino dispettoso,  hai nascosto accuratamente nel benessere  i doni  più prez...

Non credo

Non credo più  nella comunità che pure vivo.  Non credo nella sensibilità,  né nel buon senso.  Non credo più in chi Crede,  non credo in chi è arrivato, in chi sa  come si fa. Non credo più  nel mio studiare, non credo  nelle novità che inseguo.  Non credo nelle soluzioni.  Ho accolto sfide,  ho sfidato  la mia fatica, i preconcetti, l'ovvio.  Ho scelto  ciò che mi rendeva libera, quasi sempre. Mi rimangono l'amore e la stanchezza, forse il destino triste di chi insegue un sogno.  Persa e pur sempre io, sempre sulle barricate, maledetta me. Soffro da cani, ma la vostra Ragione non mi frega.

DOMENICA

Ore 10.00 - porto la bimba in monopattino sulla ciclabile. Ore 11.00 - sono già cotta perché il tesorino vuole fare tuttissimi gli esercizi del percorso-vita. Ore 12.00 - altalena con il mio amoruccio seienne. Ore 12.30 - casa, pranzo, litengobuoniafatica, sparecchioripulisco. Ore 14.00 - il mio tesoro immenso frigna che vuole portare giù dal solaio tavolo e sedie da esterno. Accondiscendo, visto il bello stabile di questi giorni, perciò portafuori lavaasciuga mettiaposto... Ore 14.30 - la mia perla, la vita mia ci chiude tutti fuori casa e devo rientrare con una scala dal balcone a valle. Non sopravviverò a questa domenica.