Geografie emozionali - STOCCOLMA 1/1
Alba bianca. Neve nei parchi alberati, biciclette rassegnate, neve sulle sartíe delle barche a vela, neve che canta sotto i piedi. Guanti bagnati, naso bagnato.
La casa delle Muse non mostra oggetti, racconta storie, indaga, fa brillare valori. Il Nordiska rivela la convivenza faticosa di queste genti con una natura tanto dura quanto preziosa, la volontà di essere Nazione e insieme la fede salda nella libertà individuale. Evoca il fischio basso del vento nella landa gelata e il gorgoglío del disgelo. Rappresenta l'essenzialità pura con la corteccia di betulla e l'orgia raffinata con la tavola imbandita nella festa borghese. Il Nordiska è la foresta e la città, la determinazione nel lavoro, la lotta silenziosa fra la croce di Cristo e gli spiriti dell'acqua e della caccia. Finalmente mi è chiaro anche il senso del cavallino di legno, simbolo della città presente ovonque, icona della tradizione che incontra l'estetica funzionalista.
È un luogo così stupefacente e denso che lasciamo scorrere inconsapevolmente le ore. Alla fine vince la fame. Al self service interno chiedo köttbullar per tutti, semplicemente perché è l'unica parola del menù che riesco a pronunciare.
Alle 15.30 è notte piena. Usiamo per l'ultima volta il nostro abbonamento LS per raggiungere Arlanda con la commuter rail, il treno dei pendolari. L'interscambio di Märsta, perfettamente organizzato come tutto il resto, si nasconde dietro le sembianze di una casupola spersa nella fitta neve notturna. L'ultima immagine della Svezia, quella che ci rimarrà negli occhi.
È con un incipiente senso di nostalgia che attendiamo il volo. Qualche ritardo per il meteo capriccioso e ci si imbarca. Gli strati di maglie e magliette si assottigliano via via, mentre sorvoliamo l'Europa addormentata. Ci spogliamo dell'inverno svedese.
Forse non siamo giunti a toccare l'anima di questo Nord. Però abbiamo imprecato contro il suo vento, masticato piano le sue curiose polpette, amato incondizionatamente la sua organizzazione a misura d'uomo, percepito il suo spirito libero.
Sa il cielo se mi piacerebbe tornarci! Ci sono luoghi che non si lasciano definire e tu li puoi solo attraversare. E continuare a cercare.
La prossima volta mi concederò due chiacchiere con una pastora luterana dal viso tondo e dal rossetto fucsia, mi strafogherò di aringhe e poi... ho ancora due o tre musei in elenco.
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Non dovrebbe mancare:
- a conti fatti, un abbonamento settimanale ai trasporti conviene anche per soli cinque giorni. E ti porta fino al Terminal;
- il Nordiska Museet;
- la possibilità di tornare.