TEMPI E TEMPO

 

Sono lenta. Avete presente: «Ragazzo mio, io sono una lumaca, e le lumache non hanno mai fretta»? Ecco.

Odio la fretta nella stessa misura in cui odio le cose raffazzonate. Ho bisogno di tempo perché amo la precisione. Anche a tavola: io mastico; sul serio. E assaporo. Non quando mangio in un ristorante stellato, sempre: la pasta all'olio o la fettina di bresaola, perfino l'insalata con il pane (amo i cibi semplici).

Non credo che i miei famigliari nonché abituali commensali pecchino di eccessiva rapidità, ma io sono lenta. Così lenta che oggi - come spesso accade - sono stata abbandonata al tavolo da pranzo: io, il barattolo delle verdure sottolio, un panino e una mezza banana  negletta, con spregio di ogni sensibilità (umana e vegetale). 

Guardo dalla finestra la nebbia fredda di gennaio, mastico e, improvvisamente, vengo presa dalla fretta. Dalla smania. Non di finire il pasto, no, chissene, dalla smania di primavera. Per me è ora delle margherite. 


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Grata. E col fiato corto.