ADALPINAAA, TACA LA MÜSICA! La Goggi e le figlie di Maria Ausiliatrice.

Mi distingue dalla gran parte dei miei compaesani un'imbarazzante imperizia canora, talmente evidente che qualcuno fra i miei famigliari, quando canticchio, mi chiede senza tante cerimonie di tacere.

Non solo: la mia vita scorre per la maggior parte senza colonna sonora. I momenti importanti sono ricordati  senza note di accompagnamento; ascolto  pochissima musica e, di solito, delle canzoni ricordo i testi ma non le melodie.  Arrivo perfino a considerare la musica una forma d'arte poco urbana, perché tende ad imporsi: ti si insinua nelle orecchie tuo malgrado quando il  vicino di casa, il gestore del bar dove fai colazione, il parrucchiere lo decidono.

Dal punto di vista musicale sono insomma una vera capra; ok, canto per me stessa Nessun dorma al bisogno, ma tendenzialmente sono una cultrice del silenzio. Eppure anche a me accadono cose, che dimostrano il potere evocativo ed emotivo delle "canzonette".

In questi giorni la mia pupattola tredicenne torna da scuola canticchiando Maledetta primavera. - No ma, dico, che è 'sta roba? Avete qualche aspirante archeologo  in classe?  Uè guarda che la Goggi era già passatella quando io avevo la tua età. 
...Poi comincia martellarmi in testa
"non-so-ppiú-ffare
comese-nonfosseamore
sepper-errore".  
Sbam! Sbattuta indietro di quarant'anni in un baleno, son due giorni che sbraito "voglia di stringersi e poi" come quando viaggiavo sul cassone del motocarro di famiglia.

Fine gennaio. Chi ha vissuto un ambiente salesiano per un po', a fine gennaio ripesca immancabilmente Giù dai colli. "Don Bosco ritorna" nei ricordi di oratorio, fa l'occhiolino dal calendario ai reduci di convitto e rammenta a tante vecchie ragazze che, se ancora conoscono la formula f=m*a, è  solo grazie alle Figlie di Maria Ausiliatrice. 
Allora, se l'ex monello di oratorio, l'ex convittore, l'ex figlia di Maria scoprono che non si canta più Giù dai colli, ci restano male assai e si chiedono  se sia un inno dimenticato. 

La ragione te lo può  pure dire che in effetti era bruttarello, ma il cuore è perso. Vai a cercare: il sito "official" propone roba nuova, inaudita; ben cantata, bel video, ma mica ti ci riconosci. E cerchi, cerchi, incredula, basita: hanno scartato i "giovani frementi" e l' "ardor", c'era da immaginarselo. 
Poi trovi questo: 2020, da Beirut, mica da Sondrio, e sospiri di sollievo, e canti.

Le canzonette, credo, sono fra i mattoncini che costruiscono la nostra identità. 
Non devono per forza essere "belle". Se per un momento della tua vita un verso ha dato voce alla tua anima, quella canzone, non importa quanto sciocca o bruttarella, ti apparterrà per sempre. 
E per sempre la canterai a squarciagola, anche se non sai proprio cantare.

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Grata. E col fiato corto.