PICCOLA GUIDA ALLA VIOLENZA SELETTIVA
Prima di tuffarci nei numeri della violenza nostrana, facciamo una premessa, un piccolo ripasso per i leoni da tastiera che sembrano avere qualche difficoltà con la comprensione del testo. Le manifestazioni di piazza di questi giorni non chiedono mica di "cessare la guerra": fidatevi, non siete geni a fronte di capre, anche i manifestanti sanno che non funziona così. Le richieste sono leggermente più concrete e alla portata del nostro governo: promuovere corridoi umanitari, interrompere le relazioni commerciali (soprattutto quelle legate alla produzione bellica), riconoscere lo Stato di Palestina. Cose fattibili, insomma. Poi, se non si è d'accordo con queste richieste, liberissimi di dissentire con i manifestanti.
Detto questo, passiamo ai sacri rituali della passione sportiva italiana: non sto andando fuori tema, perché il premio "Guerriglia Urbana dell'Anno" pare se lo aggiudichi il derby Lazio-Roma del 13 aprile 2025. Il bottino? Niente male: 24 poliziotti conciati per le feste, vetrine di negozi trasformate in opere d'arte astratta e una bella collezione di veicoli ridotti a rottami. Il tutto condito da scenette in stile Tupamaros, perché, quando c'è da difendere i colori, non si bada a spese. Sei ultras hanno fatto la conoscenza delle patrie galere. Menzione d'onore anche per il Derby Genoa-Sampdoria di settembre 2024, che ha prodotto la modesta cifra di 38 feriti negli scontri pre e post partita. Evidentemente anche a Genova non scherzano.
Ora, facciamo due conti da bar (non quelli con le vetrine rotte). Derby Lazio-Roma, aprile 2025: 24 poliziotti feriti, danni materiali assortiti, 6 arresti, atmosfera da Beirut anni '80. Manifestazioni per Gaza del 3 ottobre 2025: 55 feriti tra le forze dell'ordine, con 396.400 manifestanti in tutta Italia. Arresti vari, danni concentrati principalmente a Bologna.
La chicca è questa: un singolo derby di calcio in una città ha prodotto quasi la metà dei feriti di un'intera giornata di manifestazioni nazionali con quasi 400.000 persone. Perché quando si tratta di spaccare tutto per 90 minuti di pallone, noi italiani sappiamo fare la differenza. L'efficienza della violenza calcistica concentrata è davvero un fenomeno da studiare.
Ma noi italiani sappiamo fare la differenza anche nelle sparate da leone da tastiera e nei doppi standard nazionali. Lo 0,1% dei manifestanti che fa casino basta per bollare tutti come casinari, lazzaroni e sovversivi pericolosi. I tifosi violenti? Ah no, quelli sono solo "cattivoni da isolare", ragazzacci un po' troppo focosi, niente di che. Il linguaggio negli stadi? Insulti, minacce, cori da galera? Normale, fa parte del folklore, è la passione che trabocca. Un manifestante che alza la voce o usa una parola forte? Automaticamente schedato come soggetto pericoloso, estremista, minaccia per l'ordine pubblico. Perché evidentemente menare le mani per una maglia ha più dignità che alzare la voce per un'idea. Viva la coerenza italiana.
PS. Badate, le mie NON sono considerazioni legate allo strumento dello sciopero, che richiederebbe una analisi molto più complessa e che per ora non mi sento in grado di fare.
Un dato per i devoti del lavoro però lo ho. In caso di sciopero, per un dipendente si calcola una trattenuta in base questa formula:
= [Retribuzione lorda annua / 365] × giorni di sciopero (...di un dipendente si conosce sempre la RAL 😉).
Dubito sulla scelta dello sciopero perché ha, storicamente, una efficacia molto variabile e la facilità con cui viene delegittimato se non è ampiamente condiviso lo rende, secondo me, uno strumento piuttosto fragile.
Tuttavia che lo sciopero crei disagio è esattamente nella sua natura: serve a esercitare pressione politica ed economica su governo e istituzioni attraverso il blocco della produzione e dei servizi, rendendo visibile il dissenso. Se c'è. Oggi non so se c'è.
PPS. Quanto sia irritante il benaltrismo non dovrebbe esserci bisogno di dirlo.
"Gne gne l'Italia, la sanità, le retibuzioni...". Avete manifestato per questi temi? Sì? Bravi. Volete farlo? Sì? Fatelo. No? E dunque?
"Gne gne le duecentocinquantamila altre guerre...". Questa non è una guerra. Siamo coinvolti. Possiamo fare delle scelte. Poi, volete manifestare per l'Ucraina, il Sudan, lo Yemen? Decidete quali richieste potete fare al governo e manifestate, mica ce lo vieta nessuno.
PPPS. Siete contro le manifestazioni di piazza tout court? È assolutamente un vostro diritto. È un vostro diritto pure esprimere questo dissenso al dissenso. NON è un vostro diritto, invece, accusare di fancazzismo e idiozia chi è favorevole, perché dire "Sbagli" e dire "Fai schifo" sono due cose ben diverse.
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EDIT: a questo post sono arrivati un po' di cuoricini... 🫢😳Se siete un po' stufi come me degli indignati di turno, potete condividere.