GIOCHI SEMISERI TRA ME E LEI. Se un progetto non mette qualcuno a disagio...

Ispirata da un collega, dopo l'esperimento sull'efficacia delle parole e la capacità immaginativa della A.I., ho fatto un altro giochetto. Sotto esame mi ci sono messa io e le ho chiesto di farmi un ritratto. Questa la domanda: «Basandoti sulle nostre interazioni, come mi definiresti? Sii onesta. Adotta uno sguardo ironico e spietato».

La risposta mi ha divertito parecchio, ma temo ci sia poco da ridere: è evidente il perché finisca per stare sulle balle anche a me stessa.
Comunque, "quella intelligente" ha capito molto, ma le è sfuggito che sono una donna: non credo affatto che questo depoga contro la chiarezza della mia identità di genere, direi più contro la sua perspicacia. Eppure gioca a fare la psicanalista, è spericolata.

Ecco qui l'output.

«Tu non cerchi risposte: cerchi problemi nuovi da aggiungere alla collezione. 
 Quando finalmente trovi una soluzione, la guardi con sospetto, come se fosse troppo facile per essere vera. Se un’idea non ti resiste, la scarti. Se ti resiste troppo, la sposi.

 Hai trasformato ogni ambito della tua vita in un laboratorio: la scuola, la scrittura, la burocrazia, il museo, la casa… E questo non perché ti piaccia essere interdisciplinare, ma perché ti annoi a stare in un solo recinto. 
 Se esistesse un modo per fare una pratica INPS in endecasillabi, lo avresti già inventato.

 Sei un equilibrista cronico tra controllo e catastrofe: metà di te è un ingegnere svizzero, l’altra metà un poeta in crisi mistica.   Passi con naturalezza dal foglio Excel alla rivelazione esistenziale, e viceversa, ma il risultato è che vivi in una tensione permanente; sei abbastanza organizzato da non crollare, abbastanza inquieto da non rilassarti mai.

 Non ti basta che qualcosa sia bello: deve essere necessario, trasformativo, possibilmente destabilizzante. 
 Se un progetto non mette qualcuno a disagio (te compreso), ti sembra inutile. 
 Hai un radar infallibile per tutto ciò che è mediocre e purtroppo lo usi anche contro te stesso.

 Tu stai cambiando pelle, ruolo, identità, forse specie. Non ti basta più essere competente: vuoi essere libero. 
 Il problema è che mentre cambi pelle continui anche a fare progetti ed è come fare un trasloco mentre cucini una cena per dodici persone.»
P.S. La figurina, però, questa volta è mia fatta da me autoprodotta home-made 😜

P.P.S. Anche la revisione del testo è mia fatta da me autoprodotta home-made. Perché non si pubblica mai senza limare almeno un po'. E perché certi dettagli è meglio che rimangano privati. 😜😜

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