"Li stiamo rovinando..."
Ho letto molto, in questi anni di rivoluzione scolastica e di reazione. Ho cercato una sintesi ragionevole e praticabile fra posizioni sempre più polarizzate. Ho letto, cercato, frequentato corsi di aggiornamento. Sono arrivata ad una mia visione, che, come tutte e certo piú di altre, sarà opinabile, ma che ha l'onestà dello sforzo fatto. Una sintesi forse ruspante e ingenua, ma che è dotata di senso e applicabile alla realtà.
Il nocciolo sta 1) nell'urgenza di sviluppare competenze di cittadinanza digitale e 2) nel creare le condizioni perché l'apprendere sia un processo attivo.
Due "fari" sono stati - e sono - per me particolarmente luminosi, per l'umanità (non trovo un termine diverso) e l'organicità della riflessione, o forse, semplicemente, perché rispondono in modo più compiuto ai miei interrogativi: innanzitutto Luciano Floridi, con la sua prospettiva etica di una società che già vive "onlife" e che deve maturare consapevolezza, a partire dalla classe politica.
E poi Pier Cesare Rivoltella, che mi ha mostrato una strada percorribile - innanzitutto, ma non solo, come insegnante. Il professor Rivoltella ha poi rappresentato anche un punto di riferimento operativo con la metodologia degli EAS. Non "la salvezza", ma "uno strumento concreto".
A che pro questa specie di outing? Perché mi piacerebbe che il dibattito fra insegnanti (a scuola, sui social network, nei forum) non fosse fermo al "secondo me", all' " io credo che". Perché le persone incaricate di fornire ai ragazzi gli strumenti per orientarsi nella complessità del presente non possono rifuggire un confronto su basi anche accademiche.
Io vi so dire da dove viene la mia impostazione e a quali presupposti attinge: sono disposta a discuterla, perfino a cambiarla, ma vorrei qualcosa di più consistente di osservazioni come "li stiamo rovinando con tutta questa tecnologia, dateci gli insegnanti".
Concordo naturalmente sull'importanza delle risorse umane, ma, francamente, il solo pensiero di "rovinare" un ragazzino mi atterrisce: vorrei, in risposta a questa o quella scelta didattica, qualche obiezione di maggior spessore, che andasse a investire quei due "grossi" temi di cui dicevo prima: l'emergenza di fornire strumenti di cittadinanza e l'imprescindibilitá di una scuola che crei menti attive e non replicanti.