Pan, l'Uomo e la neve.

Tutti, credo, abbiamo i nostri luoghi del cuore, legati magari a dei ricordi, condivisi forse con i nostri cari: sono posti in cui torniamo appena possibile e che ci rigenerano.

Ma voi ce l'avete un luogo dell'anima? Un luogo - che può essere fisico o può identificarsi in una particolare condizione - totalmente intimo che vi permette di entrare in contatto profondo con voi stessi, che non ammette distrazioni e rumori di fondo, in cui vi sentite in comunione con Tutto? 
Secondo me ciascuno di noi dovrebbe cercarlo questo spazio-tempo di silenzio, dove essere un tutt'uno con Pan - spaventoso e irrefrenabile signore delle selve - e con l'Uomo, "misura di tutte le cose".

Io non ho un luogo dell'anima, ma mi accade di trovarlo. Più spesso lungo  i miei sentieri, quando il cielo li rende ostici a chi non li conosce e non li ama. Lì posso perdermi e vagare coi pensieri "su l'orme che vanno al nulla eterno" senza sgomento. Ne torno rigenerata. 

Ieri ho penetrato la nebbia bianca, su un versante bianco, sotto un cielo bianco così ingombro che perdeva sul mondo briciole della sua bianchezza. Un nulla, un non-luogo in cui essere Pan e l'Uomo, in cui l'anima avanza nuda e in pace.

Auguro un luogo dell'anima a ciascuno. Buona settimana. 


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Grata. E col fiato corto.