METAFORE

 

Piccola variante, necessariamente imperfetta, della storiella dei due topini caduti nella panna.


«Il primo tentò di nuotare nella crema, deciso a non colare a picco senza combattere: annaspava, sudava, produceva onde fastidiose e rischiava di ritrovarsi sfinito da un momento all'altro.
Il secondo cercava solo di mantenersi a galla, aggrappato alla parete scivolosa, ma incapace di uscirne. Intanto però non si tratteneva dal lanciare verso il compagno invettive di ogni tipo sulla sua evidente incapacità di nuotare nella panna. Si lamentava delle onde prodotte, lo accusava di non muoversi correttamente.

Il primo topino, agitandosi tanto, si accorse che la panna attorno a lui cominciava a raggrumarsi, a solidificarsi, diventando burro. Si ricordò di ciò che aveva visto fare al pastore e chiese allora al compagno di provare a sostituirlo per un po'... Ma questi impiegava ogni sua energia nel somministrare consigli e indicazioni e critiche, nonché nel lamentarsi e brontolare perché tutto quello sbattere gli rendeva difficoltoso il galleggiamento.

I ghiri e i compagni topi si radunarono a guardare. A parole, facevano il tifo per il piccolo nuotatore indefesso, perché - dicevano - l'odiato gatto, altrimenti, si sarebbe fatto una scorpacciata. I loro sguardi, tuttavia, erano decisamente più curiosi che preoccupati.

Alla fine il topino volenteroso dovette cedere, e fu inghiottito dalla crema. Il compagno lo osservò colare a picco, pieno di soddisfazione e poi - ancora gonfio di livore - si addormentò... facendo la stessa fine!

Il gatto, naturalmente fece festa.
Anche lui, come il topo ottimista, si accorse però che nel secchio si stava formando il burro e pensò di essere stato fortunato. Si fossero dati da fare, forse quei due sarebbero riusciti a galleggiare su una grossa palla morbida e a fuggire... e lui sarebbe rimasto senza topi e senza panna».

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Grata. E col fiato corto.