LE IDENTITA'
Anni fa - non molti, credo venticinque o ventisei, praticamente ieri l'altro - ricordo di aver raccontato ad alcune amiche, in quel di Milano, di una manifestazione popolare delle mie parti: la cavalcata dei Magi, o, più semplicemente, "i Tre Re", come diciamo noi.
Ricordo anche - e dovrei provarne un po' di vergogna, date le mie doti canore - di aver accennato (e forse, ahimè, addirittura osato cantare) la nenia che il popolo tutto premanese, ovvero una discreta rappresentanza, intona per i vicoli del paese, a tarda sera.
Vuoi che a vent'anni l'etnografia non rappresenti il baricentro culturale delle donzelle; vuoi che il brano, privato della dimensione corale e della coreografia, non risulti proprio coinvolgente; vuoi che le mie povere corde vocali non sappiano rendere ragione del fascino del canto... Fatto sta che all'epoca i miei mitici "Tre Re" non riscossero proprio un enorme successo fra le giovini compagne.
Epperò. Di quando in quando, la sera del cinque gennaio, quando indefessa e talvolta mio malgrado non so resistere alla tentazione di uscire ed unirmi al coro, di quando in quando - dicevo - mi tornano in mente loro, le mantovane (ragazze, non tende) con cui ho condiviso certi inverni brumosi e... Così: ancora penso che mi piacerebbe - un giorno - far loro conoscere anche la Paola che cantava e canta i "Tre Re".
(PS. Grazie a colui cui ho bellamente fregato la foto da Facebook. Non ricordo chi sia.)