So la fatica di vivere in montagna. So che merita il vostro rispetto.
Voi che amate la Natura dovreste sapere che il buon formaggio bio è fatto dal buon latte bio, che è munto dalle buone mucche felici che pascolano le verdi radure di montagna. Le buone mucche hanno buoni allevatori, che si occupano dei pascoli, i quali sfumano nei boschi. Io lo so che a "buoni allevatori" avete già storto il naso, perché i membri dell'umano consorzio in quanto tali vi suscitano sospetto, ma tant'è. È vero, i buoni allevatori talvolta portano bestie al macello e questo vi è intollerabile, anche se prima di quel momento le hanno amate e accudite in ogni modo.
Pascoli, sentieri... e boschi!
I pascoli, quando venite in montagna, vi piacciono però! Soprattutto se sono ben tenuti. Anche i boschi vanno tenuti in ordine. Là dove vivono i buoni allevatori, vivono a volte anche buoni boscaioli, che sanno bene la ricchezza del bosco e ne hanno cura. Spesso, credeteci, non sono filibustieri avidi e rozzi, perciò continuerò a chiamarli "buoni boscaioli", anche perché fanno un lavoro davvero duro e difficile. E sono pochi.
In un bosco "vissuto" e curato dai buoni montanari, i canali si mantengono pervi e, in caso di precipitazioni eccezionali, non faranno scivolare a valle tronchi e ramaglie a creare tappi ed esondazioni.
So che vi piace pure venire a camminare sulle strade forestali, che, pensa un po', non sono state realizzate dalla ProLoco per amor vostro. Neanche i sentieri sono stati creati per voi: quei tracciati che amate percorrere con ogni precauzione - perché voi sì che avete studiato come ci si comporta nei boschi - sono lì perché generazioni e generazioni di montanari li hanno usati prima di voi, per spostarsi. Non erano sempre "buoni montanari", qualche volta erano contrabbandieri.
I buoni montanari non sono lì per il vostro godimento etnografico
Che volete, anche i buoni montanari talvolta hanno certe pretese! Capita che oggi non si accontentino nemmeno più di fare il boscaiolo o l'allevatore! Questi buoni montanari proprio son diventati brutte persone: pretendono di avere attività artigianali e perfino ricettive e si moltiplicano e costruiscono case!
In realtà, invece, molti di loro vi hanno imitato: sono venuti a stare in città, nella "valle dei semafori" (cit. Davide Va De Sfroos) a svolgere professioni più consone ad un essere umano evoluto e a studiare come si convive con la Natura. Ma nel frattempo la carenza di "buoni allevatori" ha provocato una crescita abnorme dei boschi, che si mangiano letteralmente i pascoli ed arrivano a lambire le case dei paesi. Altro che formaggi d'Alpe e presidi Slow Food: queste cose hanno un prezzo, ed è il rispetto di chi ancora le garantisce. L'alternativa è avere centri montani abbandonati, disabitati.
Voi, che dite di amare la natura
Voi, che dite di amare la natura, cosa avete sperimentato del vivere con essa? La Natura è dura, non dà spazio ai sentimentalismi. E "non facit saltus", è rigorosa e rigorosamente consequenziale. Oh, certo, i cattivi montanari usano poco la parola amore, son rusteghi. A ben vedere, non usano nemmeno molto la parola Natura, son pratici.Date retta, con l'affaire dell'orso - quello di cui tutti parlano - la tutela della Natura c'entra poco. Si chiama Jj4, capite? L'avete mai visto un orso "in natura" con un nome? Ecco.
Portate rispetto
Io non so se quel famigerato progetto Life Ursus sia stato cosa buona e giusta o una gran corbelleria, non tocca a me dirlo, ma è stato un progetto degli uomini che intendeva correggere una situazione.Se è stato giusto che gli uomini siano intervenuti a correggere allora, deve essere giusto anche ora. Se ora i sapiens devono starne fuori, dovevano starne fuori anche prima. Un peso, una misura.
Perché che quella "correzione" abbia generato la necessità di altre "correzioni" non è notizia di oggi. A meno che l'ISPRA e il MUSE non siano un'accolita di scempi.
Portate rispetto a chi vive in montagna, che la montagna è una cosa seria e non uno sfondo instagrammabile a vostro uso, né il set dove giocare a Indiana Jones.
