BANCO DI PROVA

  • Apprendere implica responsabilità, bisogna "voler imparare".
  • Non si apprende se non costruendo su qualcosa di già consolidato. Parafrasando Leibniz, facultas non facit saltus.
  • La sensazione di non-efficacia provoca sgomento e senso di impotenza, non è produttiva.

 Principi quasi ovvi per chi insegna. Poi, si fanno i corsi di formazione per la transizione digitale, si osservano fenomeni curiosi, si riflette...

Responsabilità - Non è possibile che, dopo un ventennio di investimenti nella formazione digitale dei docenti, ancora ad alcuni insegnanti  manchino  le competenze di base. Finora, evidentemente, c'è chi "non ha voluto imparare" e dunque ben vengano gli obblighi del pnrr. 

Ma chi non ha voluto imparare è in grado di comunicare "motivazione"?

Forse che, per quasi un quarto di secolo, non ci eravamo  accorti di ciò che stava diventando "alfabetizzazione minima"?

Capacità di apprendere ("imparare ad imparare"), curiosità intellettuale, strumenti per leggere la realtà. Come si sviluppano negli studenti se non si possiedono?

Non si apprende - Non puoi sbattere chiunque dentro un contesto di apprendimento che prevede almeno competenze basiche consolidate. Non funziona nemmeno se questo chiunque è un insegnante, figuriamoci se è un ragazzetto con il pallone in testa o una cucciolotta che gioca con le Winx. 

E, dunque, se sappiamo che non  funziona, come può essere "il programma" ancora così centrale nella nostra progettazione? Come possiamo pensare di valutare in modo standardizzato gli alunni del primo ciclo? Come possiamo continuare a trascurare le competenze metacognitive a favore delle nozioni, i progressi e i processi individuali a favore degli esiti di classe? Eppure è evidente che accade questo: banalmente, sanno che esiste il "trapassato remoto", ma non hanno la minima capacità di utilizzare correttamente imperfetto e passato prossimo. Hanno studiato i mitocondri (Sic! Io li ho studiati al liceo), ma di fronte ad un libro di testo non si attiva quasi nessuno strumento di rielaborazione.

Sgomento - Se un adulto, strutturato e mediamente dotato di autostima, posto di fronte a un compito che lo vede incapace, si sente "perso", come può sentirsi un ragazzino ancora in formazione? Magari insicuro? Magari reso ancora più insicuro da una serie di fallimenti?

                     @

Ecco, forse una riflessione pedagogica seria potrebbe pure uscire da questi corsi di formazione... 


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Grata. E col fiato corto.