Le mie modeste epifanie quotidiane - MUSEO GIANCARLO VITALI, BELLANO, LOMBARDIA
Domenica. C'è un pigiama steso ad asciugare a una finestra che dà sul cortile del museo Vitali. Non un pigiama particolare: è blu, dignitoso. È il paese. È la vita che si mostra nel suo aspetto più intimo, banale, prosaico, entra dentro palazzo Lorla e non turba l'arte. È come se il dialogo fra il maestro e la sua gente proseguisse attraverso questi inattesi varchi.
L'arte di Vitali è tutto un dentro e fuori, dagli oggetti ai volti, dalle cose morte alle anime. L'arte è verità. Questa lombarda, poi, con la materialità che si fa all'improvviso dramma o epifania. Il "bel cielo di Lombardia" è un pezzo dell'anima di ciascun figlio di questa terra, ma sfugge, ha bisogno di riflettersi come luce sugli oggetti per essere intuito; l'infinito ha bisogno di uno squarcio nella tela.
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Mi si stringe la gola, tanto sono confusa: è ciò che accade quando l'arte ti svela a te stesso.
Noi concreti, noi terragni, noi così poco contemplativi, come possiamo dare un senso al nostro fare? Io non ho semi di bellezza o di verità da spargere, ma posso annaffiare e sperare che i semi siano lì e che un raggio tiepido ecciti il germoglio.
Giancarlo Vitali.Celesta Busi in cucina. 1990.