Un po' di silenzio, per carità. "Uno non vale uno".

Non siamo la Repubblica delle banane, non più di quanto, almeno, siamo la Repubblica delle cheerleader.

Prendo spunto da questa vicenda, però. Servizi sociali, ospedali, scuola... Falliscono? Sì. Sono in sofferenza? Sì. Saranno mai infallibili? No, in quanto istituzioni umane. Devono essere migliorati? Sì, assolutamente.

Tuttavia queste realtà gestiscono ogni santo giorno milioni di situazioni, "trattano" decine di migliaia di casi, prestano servizio su tutto il territorio nazionale e ciò che assurge agli "onori" della cronaca è una frazione infinitesimale del loro lavoro: quella che fallisce. O che "disturba".

Delegittimarle, metterle all'angolo, scatenare la pletora delle tifoserie pro e contro avrà un unico effetto: rendere tutto più difficile, ostacolare l'iniziativa, instillare il dubbio, insinuare che possano essere messe opportunamente in condizioni di non agire.

Ringraziamo il cielo di avere ancora i servizi sociali, sanitari, formativi; valutiamo quante volte il loro lavoro sia prezioso e quanto spesso costituiscano dei punti di riferimento ed evitiamo di utilizzare tutto - proprio tutto - per solleticare gli istinti più bassi delle masse, perché saremo noi a pagare, alla fine, questo tiro al bersaglio.

 Sospendere il diritto di cronaca? Certo che no. Ma il giochino dei like e delle interazioni  sta diventando greve e oltremodo pericoloso. Proviamo a dire a noi stessi, qualche volta, "non so", "non ho competenza per giudicare"?


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Grata. E col fiato corto.