Attraversamenti, alture ed arenili - BRIVIDI D'ESTATE

Il cielo è azzurro. Costantemente azzurro. Riccioli di nuvolette dipinte non ingannano la vampa assolata. Sideralmente distante e indifferente, il cielo splende la sua minaccia di arsura, abbacinante: ci sarà un nuovo inverno?

Un pioggia attesissima e annunciata evapora al suolo. Arriva e se ne va nello spazio di un'aurora. La cappa di calore umido incombe, non molla la presa neppure a sera. Pesa sull'anima, deprime la pressione, soffoca. Ti avvolge  di un sudore viscido invincibile. Non c'è rifugio. 

Il mare è caldo. Innaturalmente caldo. Un brodo che temi finirà per uccidere le mille vite che ospita. Un caldo di putrefazione imminente.

Firenze brucia, dopo le prime ore del mattino, ostentando le meraviglie della Signoria e le bancarelle di dubbia pelletteria senza distinzione. 

Viareggio brucia, dopo le prime ore del mattino, ostentando vecchie villeggiature liberty e nuove vetrine pretenziose senza distinzione. Brucia anche il sellino del velocipede (a Viareggio non può che chiamarsi tale, la mia sferragliante bici). 

Camminiamo in un deserto di cardi. Cardi a ciuffi, cardi a mazzi, ovunque. Saliamo il versante apuano e non c'è nessuno. Il volo silenzioso di una poiana solitaria sui prati gialli e riarsi: suggerisce storie di predazione.
Nere nubi ronzanti di minuscoli animali alati hanno colonizzato la vetta del Sagro, raggiunta e abbandonata nel medesimo istante. Sciami che ricordano le piaghe d'Egitto. 

Il rombo: il rombo del cielo è un ricordo che evoca immagini di torrenti improvvisi e devastanti.
Qui c'è il rombo delle macchine invisibili che mangiano la montagna, lentamente. Il rombo amico e vivo delle onde a colazione, quando l' arenile è sgombro e la risacca, libera di  giocare, regala aliti di brezza; poi il rombo notturno  dei  disco-bar sul viale, a disturbare un mare che prima o poi si vendicherà. 

Mai estate fu così estate. Mai estate fu tanto gravida di presagi oscuri. 
Aspettiamo il mese dei morti per scacciare questi brividi d'agosto.

 

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