Attraversamenti, alture ed arenili - EN APPROCHE

Pastorizia, bricchi, foreste. I liguri, poi i celti, infine i romani. Un Comune,  vie di comunicazione intervallive, una parlata antica e singolare.

Non sto parlando di Premana, ma di Briançon, Francia, les montagnards. Sto parlando di quando i passi alpini erano, appunto, passi.

 

Poi venne il tempo delle Nazioni e dei cannoni a difesa delle patrie, in nome non di sa quale Identità. Ringrazio il cielo che oggi le Alpi siano tornate ad essere cerniera fra popoli fratelli. Che possiamo riconoscere la radice celtica comune di Briançon, Brianza e Bregenz, le desinenze-sorrelle liguri di Parlasco e Manosque, ma anche la memoria germanica condivisa di Le Gault, MarktWald e Gualdo Tadino, di Saaldorf e Sala Consilina. Sono figlia di questa genìa bastarda e solo in essa mi riconosco.

 


Briançon non è solo fortificazioni di Vauban, non è solo il gorglìo della Gargouille che precipita giù per la Grand Rue, però, insomma, al di fuori delle mura create dal gran Marchese di Louis Quatorze è una cittadina come tante e basta. Quassù, sulla rocca fra le montagne, a 1300 metri, invece, parla ancora il popolo libero degli Escartons, risuona la lingua d'Oc e, se a destra della Gran Rue, sulla rive droite del rigagnolo, le costruzioni più signorili si allineano salendo a gradoni come tanti soldati sull'attenti, sul versante opposto, subito dietro la linea del corso principale, le case si distribuiscono come a caso sul ripido pendio, sparigliate, ora ammassate, ora lasciando qualche mezzo metro libero per un'amaca, una panchetta, un vaso di fiori spettinati. Quassù, sopra i tetti accatastati di legno e di ardesia, il vento combatte il caldo torrido, ma aumenta l'arsura.


Il panorama di bastioni, garitte e ponti incute rispetto. Genio severo di Vauban. Ma i nostri fratellini Galli ci somigliano quanto a laisser-aller: abbiamo una tale familiarità con l' arte e il passato che ci sbattiamo fino a un certo punto per averne cura. Un ristorantino in più, una bancarella di souvenir, poi alle erbacce penserà l'autunno, ai gradoni smonchi il tempo e il brutto teatro all' aperto di alluminio e plastica stinta verrà smontato a settembre.

Turisti, pellegrini; edifici gloriosi, edifici fantasma; luci sui bastioni, luci nella valle. Bonne nuit






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