Geografie emozionali - STOCCOLMA 30
La notte ha lasciato al suolo qualche centimetro di neve. Saliamo sul 2, un attimo ed è la fine: dell'isola, nell'arcipelago smisurato, della corsa, perfino dell'illusione di aver capito dove siamo. Un capolinea anonimo e deludente. Non c'è un vero viaggio senza errori, senza correre il rischio non c'è scoperta. L'isola è una lama di vento e poi una collina già raggiunta dal sole obliquo. In basso, il quartiere è raccolto attorno a un cimitero grazioso e a una chiesa calda, dove un organo chiama chi ha bisogno di pregare. Amo questi cimiteri svedesi, percorsi dai bimbi che ruzzolano allegramente per terra e da chi si affretta al lavoro, cimiteri senza tabù. Vorrei avere anch'io un "dopo" non nascosto allo scorrere della vita. Niente indugi, la temperatura non li consente. Attraversiamo di buon passo strade e piazze che forse hanno bisogno solo di un'altra stagione e un'altra ora per essere amate. Cerchiamo frett...