QUALCUNO SALVI MANZONI A FINE GENNAIO

Capodanno cade il primo settembre. Però il primo febbraio è sempre un po' un nuovo inizio, crogiolo di pentimenti e buoni propositi, oroscopi e sacri voti. Parlo di scuola, ça va sans dire, parlo di quadrimestri e pagelle. 
Vale anche per i boia, i prof. Anzi, spesso i prof si illudono fino al 31 gennaio di poter ribaltare destini: i prof interrogano!
Voi non sapete con quale animo - miscuglio scomposto di ansia, aspettativa, disillusione, noia.

Oggi ho avuto una di quelle mattinate interminabili ed estenuanti di maratone valutative. 
Inizi le interrogazioni fiduciosa e pimpante, ma dopo una mezz'ora sei già inelegantemente stravaccata sulla cattedra (capello selvaggio, occhiali in equilibrio precario sul naso, velo impalpabile di sudore freddo) attorniata dallo sfarfallìo di schermi che mostrano voti e compiti consegnati, da libri aperti su mortíferi sonetti  foscoliani, da disordinate pagine di appunti.

Oggi è arrivata una di quelle mattinate epiche che talvolta regalano inattese soddisfazioni (vuoi mettere uno che fino a ieri era quasi-muto e oggi sa pronunciare "oligarchia" e spigare "il vero per oggetto"?), ma che garantiscono sempre brividi genuini. 

Ho bisogno che questo cucciolotto assai cresciuto arrivi almeno al cinque. Lo inchiodo lì per un tempo interminabile, qualcosa deve sapere. Deve! Una domanda facile... Dio ispirarmi una domanda facile. La trama dei Promessi Sposi: "Puoi anche farti aiutare dalle figure". E guardale 'ste figure una buona volta, che i libri delle medie si pagano a peso d'oro anche per questo immaginifico apparato di figurine Panini-style. 

Ebbene. Tutto fila liscio fino all'"addio monti" (disegnino della barca sul lago, di notte). La fluidità narrativa si inceppa sulla torbida Gertrude, ma ci salviamo e andiamo avanti. 
La notte dell'Innominato è emozionante: perché lo è, ne abbiamo letto qualche passo, c'è tutto Manzoni lì dentro, il bruto che ritrova la sua umanità. "Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia" e tu ti senti anche un po' degna di questo perdono per tutta la misericordia che stai spandendo a piene mani... La notte dell'Innominato è emozionante, il suo assistere allo strazio di questa povera fanciulla rapita, la paura feroce, il turbamento... Non avete idea di quanto sia emozionante. È proprio emozionante da schiattare quando, alla domanda "Cosa fa l'Innominato?", vi sentite rispondere: "Sposa Lucia".

La bella, modesta, casta Lucia - nella ricostruzione di questo mio inconsapevole preadolescente ottuso (semicit.) - manda a puttane tutto e si mette con un Messina Denaro ante litteram, di circa mezzo secolo più vecchio, per godere finalmente un po' di bella vita.

Brividi genuini. Tanto brividi e tanto genuini che per poco non ci lascio la pelle.

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