Non scrivo più con la consueta frequenza: i mille impegni sono solo una parte del perché, in realtà i venti di guerra che soffiano sempre più impetuosi, lo stridere insistente di voci di odio dichiarato mi lacerano e zittiscono. Fatico a leggere la realtà, vorrei avere le certezze granitiche di chi si schiera con gli uni o con gli altri, di chi fa il tifo, di chi indossa casacche... La ragione non me lo permette. Ma la vita è fatta, grazie al cielo, anche di cose piccole, circoscritte, limitate, che a tratti prendono il sopravvento e ci costringono, sempre grazie al cielo, a confrontarci con problemi che davvero siamo in grado di comprendere. Ora si apre la primavera: si alleggeriranno le giacche, si accorceranno le ombre, si tornerà sui prati. Presto sui prati tornaneranno anche, si spera, i pastori con le bestiole che dei prati si nutrono. Si spera, perché senza di loro addio prati, addio radure pulite. Forse ancora qualche volenteroso appassionato ce ...
Il campeggio vero, in tenda canadese, fra gli abeti, senza vialetti profumati di oleandri che conducono a moderni servizi luminosi: una scarpata per arrivare in qualche modo in bagno se proprio ti scappa durante la notte, due wc per più di cinquanta persone e la fontana. Il campeggio vero, uno zaino come cuscino e le scarpe nell' intercapedine per non inzupparsi di rugiada. Il campeggio come nei primi anni Settanta, quando ero bimba. Ci si lava oggettivamente poco, ci si cambia lo stretto indispensabile, il pettine boh e si dorme con il rumore del torrente nelle orecchie. Credo che il campeggio ti ripulisca di tante paure idiote e dia spazio a quella o quelle due o tre paure vere, radicate, profonde. Certo ti adatti ad essere imperfetto fra imperfetti. È bello vedere i bimbi di sette, otto anni farsi coraggio, ingoiare la nostalgia della mamma, ridere e piangere mentre cercano nel caos indicibile della loro tenda ciò che troveranno, forse...
Noi che non soffriamo di overtourism . Un paese è una piccola comunità dove tutti vedono tutti: ogni paese è, in realtà, un teatro. Sulla ribalta di Premana, ad ogni stagione va in scena la stessa commedia: da un lato i turisti, dall'altro i locali, ciascuno fedele alla propria parte fino in fondo. Gente che viene e che va L'anziano — Ancora arzillo e sicuro sulle gambe, ma oscillante fra il desiderio di dimostrare solide competenze di lifestyle locale e l'abitudine alle comodità cittadine. Chiede quale sia la farmacia aperta quando trova chiusa l'unica presente nel raggio di chilometri, poi fa il figo e sostiene che la sua unica medicina è una sana camminata quotidiana; chiede il kombucha al bar e poi si pente, fingendo stupore nel trovare la Coca Zero. La madre nordica — È seguita da due bambini più almeno altri due individui di età indefinibile, perché a certe latitudini dopo i 10 anni i pargoli superano il metro e settanta e noi terroni non ne sappiamo stimare l...