EBBASTA CONTRO ME
«Dieci ragazze per me...» Ce l'avete, ve lo ricordate Battisti? Ok, d'accordo, il messaggio - del testo, dell'uomo, di tutto - non è quello di Cosoebbasta, però, dai, non è che il "tema-harem" sia così nuovo. Neanche le groupies e addirittura le cheerleader degli anni Sessanta se ne discostavano molto.
Adesso tutto 'sto clamore per il tipo ci sta fino a un certo punto, dai. È un'operazione di marketing perfettamente in linea col personaggio, lo scandalo serve innanzitutto allo stesso rapper (eh sì, gli serve, lo cerca ebbasta!) e poi vien buono un po' a tutti, per parlarne. Si merita il biasimo universale? Ma sì - la sua uscita è stata giustamente presa a pesci in faccia da chiunque abbia anche solo lontani contatti col mondo giovanile - il messaggio fa schifo e il coro di critiche lo conferma. Va ben.
Però c'è qualche però, e lo vediamo confrontando quel che ha fatto il sciur Boschetti de Cinisel a San Siro con i due "fenomeni" che, lo stesso giorno, si sono sposati all'Unipol Dome, con 6000 spettatori paganti e centinaia di migliaia a vedere la diretta (consola solo il fatto che si fossero montati la testa, visto che speravano di riempire il Dome).
Il pubblico del Boschetti, preadolescente/adolescente/giovane, ha già almeno in parte gli attrezzi per smontare o almeno analizzare il fatto e il personaggio: può guardarlo, discuterne, eventualmente anche ridimensionarlo se non proprio mandarlo a quel paese. Non conosco ciò che canta, non mi interessa neppure; la sua immagine pubblica è robaccia, ma è robaccia su cui la riflessione critica può tentare di agire e magari - hai visto mai? - perfino attaccare.
Quei due prostituti dei Me contro Te a me paiono da anni ben più subdoli, per una serie di ragioni.
Il pubblico: non ragazzi che un minimo di filtro ce l'hanno già, ma un target dichiarato di 4-10 anni, età in cui il filtro critico non esiste proprio e il messaggio entra dritto, senza passare dal cervello. Il danno è strutturale, non respingibile con la mediazione del dialogo.
Il tema di oggi: il matrimonio-evento (la love story è stata al centro della loro narrativa per molto tempo). Una messinscena trasmessa in diretta streaming, con l'aggravante che dietro c'è un matrimonio vero (fosse solo teatro...). Questi non raccontano una storia d'amore: la trasformano in contenuto stagionale da vendere e poi spremere fino in fondo. Relazioni umane ridotte a palinsesto, perché solo apparire conta, avere un pubblico è l'essenza di tutti i momenti importanti della vita. Quando sono arrivati/arriveranno ad avere accesso a Instagram e TikTok (che sia a 14, 16 o 18 anni) questi bimbi erano/saranno già segnati: la vita già vista come un flusso di eventi da spettacolarizzare per avere pubblico e affetto immaginato (perché è di questo che parliamo).
I personaggi: sono solo una macchina da soldi. Linee di prodotti, live, saga e brand cinematografico, pubblicazioni. Online qualcuno parla di un patrimonio di oltre 20 milioni di euro e io non so se la cifra sia attendibile però, accidenti, l'ordine di grandezza è quello lì. Dietro le moine e l'ingenuità zuccherosa c'è ben poco più di due vite-contenuto, un progetto fatto di nulla studiato al millimetro sui bambini.
Cosoebbasta il
meccanismo lo mostra, i Me contro Te lo rivolgono da anni a chi non può ancora
vederlo, e la fanno franca. Qualcuno scrive che il matrimonio-evento sia il
loro "canto del cigno", io me lo auguro.